Non solo i biglietti per le giostre, ma anche quelli per il circo. E non solo per i parenti, ma anche per gli amici. Persino per alcuni medici della città. La famiglia Lo Bianco non lasciava nulla al caso e mirava al controllo totale del territorio e al conseguente accreditamento sociale. La ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro è esemplificativa di un modus operandi che gli esponenti della cosca mettevano in atto a 360 gradi e senza sconti per alcuno. Lo spaccato del condizionamento che la criminalità organizzata operava sulle attività imprenditoriali arriva da una serie di conversazioni che vedono primi attori Orazio Lo Bianco e Maria Olga Montemagno, circense della famiglia Orfei, con un obiettivo chiaro: l'estorsione al circo Royal Imperial. Intercettazioni dalle quali emergono le preoccupazioni dell'esponente della nota famiglia di 'ndrangheta per le chiamate ricevute dalla donna con la quale utilizza un tono decisamente confidenziale. "Con questo cazzo di telefono - sostiene Orazio Lo Bianco - tu mi fai andare in galera. Non devi parlare per niente che io...io queste telefonate qua le ho pagate tutte, ho fatto dieci anni per via del telefono". Ciò non toglie che l'uomo contattasse la donna ripetutamente per chiedere "informazioni - scrivono gli inquirenti sui titolari del circo  Royal Imperial che sarebbe stato impiantato da lì a poco a Vibo Valentia,  chiedendo di dare il suo numero di telefono a "Lalla" (un parente del titolare del circo) affinché lo contattasse con urgenza.  Telefonata che, su segnalazione della Montemagno, arrivava puntualmente ad Orazio Lo Bianco.

Era il 7 giugno 2018 quando, "presso il bar di Saro Pugliese, si incontravano - come attestato nell'annotazione di polizia giudiziaria - Orazio Lo Bianco, Rosario Pugliese, Francesco Pugliese e Paolino Lo Bianco che venivano poi raggiunti da Michele Fiorillo ("Zarrillo"), rappresentante della consorteria piscopisana". L'incontro, come si evince dal tenore della conversazione,  era finalizzato "all'accordo finalizzato a richiedere, per poi spartirsi, i biglietti del circo Imperial Royal".

Conclusi i preliminari, cinque giorni più tardi, il 12 giugno 2018, Orazio Lo Bianco avrebbe incontrato - stando alle ricostruzioni investigative - Rudy Dell'Acqua, titolare dell'impresa circense. Incontro concluso "con l'invito a montare il tendone per poi occuparsi, in un secondo tempo, della richiesta estorsiva".  Richiesta dinanzi alla quale, evidentemente, i gestori del circo decidevono di rivolgersi ad altri esponenti della criminalità organizzata di Castrovillari, affinchè trattassero loro con quelli di Vibo. Ebbene,  "a causa di questo comportamento - si chiarisce nell'ordinanza di custodia cautelare - la pretesa dei vibonesi si alzava da duecento a trecento biglietti". Il ruolo di Orazio Lo Bianco sarebbe stato quello di intermediario con la sua famiglia.

E infatti, "dopo una serie di difficoltà e di incontri - atteso che era stata messa in mezzo un'altra consorteria e che comunque i biglietti sarebbero stati divisi con un'altra cosca - arrivava l'accordo di consegnare centocinquanta biglietti gratuitamente come emerso dalla conversazione del 15 giugno 2018, tra Francesco Paternò che si spacciava per Orazio Lo Bianco dal telefono di questi, e Rudy  Dell'Acqua che riceveva la richiesta finale". A questi si aggiungono  "altre decine che sarebbero state destinate ad amici dei Lo Bianco quali alcuni medici di Vibo Valentia".  Non a caso, Orazio Lo Bianco "contattava Maria Olga Montemagno alla quale chiedeva di sentire "Lalla" per farsi dare altri venti biglietti gratis a titolo personale, che sarebbe andato a ritirare un dottore".

Insomma, stando alle ricostruzioni della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, "Orazio Lo Bianco sarebbe stato il regista dell'intera richiesta estorsiva, avvantaggiato dal fatto che fosse compagno di Maria Olga Montemagno che lo faceva mettere in contatto, tramite Lalla, con i gestori del circo Imperial Royal". E ancora Paolino Lo Bianco e Michele Fiorillo "da dietro le quinte stabilivano gli accordi sul numero dei biglietti da pretendere. Francesco Cisca Paternò sarebbe stato "l'esecutore materiale". Gravi indizi di colpevolezza pure per Maria Olga Montemagno che "ben consapevole dei motivi per cui il compagno chiedeva di essere messo in contatto con Lalla e perfino chiedendo alla stessa di avere venti biglietti da consegnare gratuitamente, su incarico di Orazio, a "Cisca", prendeva parte e favoriva la richiesta estorsiva" della cosca.

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