Omicidio Gangitano, ucciso dall’ex boss Andrea Mantella perché omosessuale

Del delitto si è autoaccusato il collaboratore di giustizia che ha riferito agli inquirenti modalità e movente del delitto

Filippo Gangitano doveva essere ucciso, la cosca non poteva tollerare di avere come associato un omossessuale. E secondo le regole della malandrineria, era Andrea Mantella, cugino di Gangitano, la persona designata a farlo fuori. Un omicidio la cui gravità indiziaria, è essenzialmente basata sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Mantella, il quale si è autoaccusato del delitto, raccontando nel dettaglio il movente, il fatto che Gangitano fosse andato a convivere a casa del padre con il compagno, i tentativi vani dello stesso di convincere i capi Carmelo Lo Bianco, padre di Paolino, Vincenzo Barba dall’abbandonare quella decisione, obbligata dalle regole della malavita che non avrebbero tollerato di avere un associato gay. Mantella ha riferito le fasi prodromiche del delitto, le modalità di esecuzione, anche attraverso il coinvolgimento inconsapevole dei fratelli Domenico e Nazzareno, costretti a occultare il cadavere della povera vittima. Una trappola tesa dal fratello che li avrebbe costretti a compiere un’azione non voluta contro il cugino, un affronto che avrebbe definitivamente determinato la fine dei rapporti con lui.  Secondo il gip Barbara Saccà pur  ritenendo dettagliate, logiche le dichiarazioni rese da Mantella, la cui attendibilità è stata acclarata in diversi processi e nei cui confronti si deve riconoscere il coinvolgimento nel delitto Gangitano, con riferimento agli altri indagati (Vincenzo Barba, Paolino Lo Bianco) mancano i riscontri per ritenere raggiunta la soglia della gravità indiziaria. (g. p.)

ESCLUSIVO | Le immagini della cattura del super boss Luigi Mancuso in treno (VIDEO)

LEGGI ANCHE | Operazione “Rinascita-Scott”, le contestazioni mosse al comandante dei vigili urbani Filippo Nesci

Omicidio Gangitano, ucciso dall’ex boss Andrea Mantella perché omosessuale

Ndrangheta e massoneria a Vibo, indagato anche Ugo Bellantoni

Ndrangheta nel Vibonese, luce su duplice omicidio del 1996: due indagati per lupara bianca

Scacco matto alla ‘ndrangheta, ricostruita la mappa del “crimine” a Vibo e nel Vibonese (VIDEO)

Il pranzo tra Luigi Mancuso e Giancarlo Pittelli, la paura di essere intercettati

‘Ndrangheta senza limiti a Vibo, dal business dei migranti alla ristrutturazione delle cappelle nel cimitero

La strategia “pacifista” di Luigi Mancuso in rotta di collisione con le “nuove leve” di Vibo

Le mani della ‘ndrangheta sulle assunzioni all’ospedale di Vibo e la poliziotta infedele

I “pizzini” dell’avvocato Stilo ai sodali in carcere e i favori dell’impiegato in Tribunale

Terremoto giudiziario a Vibo, Gratteri: “‘Ndrangheta di serie A con professionisti organici alle cosche”

La rivoluzione di Gratteri: “Smonteremo la Calabria come un treno dei Lego e la rimonteremo”

Tsunami Gratteri, rasa al suolo la ‘ndrangheta vibonese: 334 misure cautelari (VIDEO)

Tsunami Gratteri a Vibo, colpita la politica: in carcere Gianluca Callipo. Ai domiciliari Lo Bianco, De Filippis e Giamborino

‘Ndrangheta nel Vibonese, l’elenco completo dei 416 indagati dell’operazione “Rinascita Scott”

Il “Sistema Pizzo” e le accuse della Dda al sindaco Callipo e al comandante dei vigili

 ‘Ndrangheta e politica a Vibo, la Dda: “Giamborino prendeva voti dai clan ed era a loro disposizione”

Tsunami Gratteri, nella rete della Dda di Catanzaro finisce il noto penalista Pittelli

Tsunami giudiziario nel Vibonese, l’elenco delle società sequestrate

Tsunami giudiziario nel Vibonese, ecco le 260 persone finite in carcere (NOMI)

Tsunami giudiziario nel Vibonese, in 73 finiscono agli arresti domiciliari (NOMI)

Tsunami Gratteri a Vibo: arrestati boss, politici, imprenditori e avvocati (NOMI-VIDEO)

Scacco alla ndrangheta del Vibonese, ricostruiti dalla Dda quattro omicidi

Ndrangheta e politica a braccetto, ecco come funzionava il Sistema-Vibo



In questo articolo: