Tsunami Gratteri a Vibo, colpita la politica: in carcere Gianluca Callipo. Ai domiciliari Lo Bianco, De Filippis e Giamborino
Uno tsunami mai visto sul territorio vibonese. Imprenditori, politici ed esponenti della criminalità organizzata sono finiti in carcere o ai domiciliari a seguito del blitz che nella notte ha portato i carabinieri del Ros su input della Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri ad eseguire 334 misure cautelari. Tra questi, alcuni personaggi di primissimo piano nella realtà cittadina e provinciale. Si tratta di Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo Calabro e presidente dell'Anci in Calabria, finito questa notte in carcere. Callipo è stato candidato alle Primarie del centrosinistra cinque anni addietro dai renziani. Venne battuto in quella circostanza dall'attuale governatore Mario Oliverio. E' sindaco di Pizzo da due consiliature e presidente regionale dell'Anci.
Tra i politici indagati anche Pietro Giamborino, ex consigliere regionale della frazione Piscopio di Vibo Valentia, nel consiglio di amministrazione di Vibo Sviluppo fino a poco tempo addietro quando rimase coinvolto in una indagine per peculato. Giamborino, vicinissimo a Nicola Adamo ed attualmente sulle posizioni del presidente della Regione Mario Oliverio, ha occupato lo scranno di palazzo Campanella tra il 2005 e il 2010 e successivamente tra il 2013 e il 2014. In precedenza era stato consigliere comunale della città capoluogo. Giamborino è stato esponente di primo piano della Margherita e poi del Pd, partito dal quale si era allontanato in polemica con i vertici provinciali, dopo l'ultimo congresso provinciale.
Anche un insospettabile tra gli indagati: si tratta di Vincenzo De Filippis, con un lungo passato di militanza a destra, prima nel Msi poi in Alleanza Nazionale. De Filippis, assessore all'Ambiente per pochi mesi nell'esecutivo guidato da Elio Costa, nel 2015, dopo aver ricoperto nelle precedenti consiliature il ruolo di consigliere comunale si dimise dalla sua carica, esattamente 4 anni addietro, in polemica con gli uffici di palazzo Luigi Razza. Successivamente, è stato candidato alla Camera dei deputati con la lista Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, senza risultare eletto. Da quanto si apprende si trova agli arresti domiciliari.
Nella rete della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro è finito anche Alfredo Lo Bianco, attuale consigliere comunale del Partito democratico che si trova agli arresti domiciliari. Lo Bianco si candidò per la prima volta nel 2015 e venne eletto in una lista civica. Nella scorsa tornata elettorale ha riproposto con successo la sua candidatura e si trova attualmente seduto tra i banchi dell'opposizione in quota dem.
