Il presidente del Tribunale, Alberto Filardo, ha rigettato la richiesta dei giudici Papagno e Taricco nel processo contro il clan Mancuso. Ancora pendente la ricusazione 

di GIUSEPPE BAGLIVO

“Astensione dalla trattazione del presente processo disponendo la trasmissione degli atti di cui al fascicolo del dibattimento, nonchè la sentenza numero 630 del 2016, al presidente del Tribunale per le valutazioni di competenza”. Si era conclusa così il 24 ottobre scorso l'udienza del processo "Black money" contro il clan Mancuso in corso dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia. La presidente del Collegio giudicante, Vincenza Papagno, ed il giudice a latere Giovanna Taricco avevano infatti accolto la richiesta di astensione dalla trattazione del processo presentata dall'avvocato Francesco Sabatino che, unitamente al collega Francesco Calabrese, difende l'imputato Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni". A tale richiesta di astensione presentata dalla difesa del boss Mancuso si erano quindi uniti tutti gli altri difensori degli imputati ad accezione dell'avvocato Francesco Stilo, difensore di Antonio Mancuso, per il quale non vi erano invece motivi di astensione da parte dei due giudici.

tribunale toga aula

Il presidente del Tribunale, Alberto Filardo, a cui spettava condividere o meno le ragioni della richiesta di astensione presentata dai due giudici, ha però deciso che i due togati possono continuare a celebrare il processo, non trovandosi d'accordo quindi con le ragioni poste a fondamento della loro richiesta dai magistrati Vincenza Papagno e Giovanna Taricco.

Catanzaro tribunale

La ricusazione dinanzi alla Corte d'Appello. La difesa di Pantaleone Mancuso, alias "Scarpuni" (avvocati Francesco Sabatino e Francesco Calabrese), contestualmente alla richiesta di astensione, ha però depositato alla Corte d'Appello di Catanzaro una richiesta di ricusazione per i due magistrati. La richiesta deve ancora essere esaminata dalla Corte. Ciò significa che il processo "Black money" contro il clan Mancuso proseguirà dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Vincenza Papagno e con a latere Giovanna Taricco e Pia Sordetti, ma non si potrà andare a sentenza sin quando la Corte d'Appello non si sarà pronunciata sulla ricusazione dei due giudici presentata dalla difesa del boss Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni".

codice penale

I motivi della richiesta di autorizzazione all'astensione. Nel motivare la loro richiesta di astensione dal processo - ora non accolta dal presidente del Tribunale Alberto Filardo - i giudici Vincenza Papagno e Giovanna Taricco avevano spiegato di essere stati i magistrati che hanno condannato a 16 anni di reclusione Nunzio Manuel Callà per il tentato omicidio aggravato di Francesco Scrugli (poi ucciso nel marzo 2012 a Vibo Marina nel quartiere Pennello). Nunzio Manuel Callà avrebbe agito su mandato del boss Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni", tanto che i giudici nel motivare la loro dichiarazione di astensione avevano spiegato che effettivamente in tale sentenza “seppure incidentalmente, è stata valutata la posizione di Pantaleone Mancuso in relazione al contributo dallo stesso fornito, tramite Callà, al gruppo dei Patania di Stefanaconi nella realizzazione del piano omicidiario” ai danni di Francesco Scrugli in quel periodo unitosi al clan dei Piscopisani in faida con i Patania di Stefanaconi.

Pantaleone Mancuso

Una sorta di anticipazione del giudizio di colpevolezza nei confronti di Pantaleone Mancuso (in foto a sinistra), quindi, per i due magistrati, tanto che gli stessi nel chiedere di potersi astenere avevano pure sottolineato come a seguito dell’attività integrativa di indagine e dell’escussione di diversi collaboratori di giustizia tra cui Daniele Bono e Andrea Mantella, la vicenda della sentenza trattata nelle motivazioni di condanna per Nunzio Manuel Callà ( il tentato omicidio di Francesco Scrugli) fosse ormai entrata a far parte del compendio probatorio del processo “Black money”.

presidente Filardo

La decisione del presidente del Tribunale e la rimessione del processo. Per il presidente del Tribunale, Alberto Filardo (in foto a sinistra), però, il deposito delle motivazioni della sentenza di condanna nei confronti di Nunzio Manuel Callà non costituiscono motivo di astensione da parte dei due giudici nel processo "Black money" che vede imputato, fra gli altri, Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni". Oltre alla ricusazione pendente dinanzi alla Corte d'Appello di Catanzaro, resta ora da valutare un’anticipazione di un'istanza di rimessione alla Cassazione del processo presentata dalle difese di tutti gli imputati, ad eccezione dell'avvocato Francesco Stilo (LEGGI QUI: 'Ndrangheta: "Black money", ecco i motivi dell'astensione di due giudici dal processo). Da ricordare, infine, che con altra decisione fortemente contestata dalle difese degli imputati, in precedenza la presidenza del Collegio giudicante del processo "Black money" era passata dal giudice Lorenzo Barracco al giudice Vincenza Papagno (LEGGI QUI: Processo ai Mancuso: cambia ancora presidente Collegio. Difese "insorgono";).

Mercoledì la prossima udienza del processo "Black money" dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia.

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