Processo ai Mancuso: cambia ancora presidente Collegio. Difese "insorgono"
Ennesimo mutamento del Collegio giudicante. A presiedere il Tribunale di Vibo nel processo "Black money", al posto del giudice Lorenzo Barracco, è stata designata il giudice Vincenza Papagno
di GIUSEPPE BAGLIVO
Cambio del presidente del Collegio giudicante nel processo contro il clan Mancuso nato dall'operazione antimafia "Black money" che si sta tenendo dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia. Un cambio che ha "scatenato" le proteste degli avvocati, i quali hanno chiesto le motivazioni di tale scelta al nuovo presidente del Collegio, il giudice Vincenza Papagno, con a latere i giudici Giovanna Taricco e Pia Sordetti. Il provvedimento con il quale è stato "esautorato" (per usare le parole pronunciate in aula dall'avvocato Salvatore Staiano) il precedente presidente del Collegio, Lorenzo Barracco, porta la data del 3 dicembre scorso ed è firmato dalla presidente della sezione penale del Tribunale, Lucia Monica Monaco.

Le ragioni del provvedimento. "Visti i dati relativi ai procedimenti pendenti davanti al Collegio ordinario - ha messo nero su bianco la presidente della sezione penale, Lucia Monaco - aggiornati a novembre, rilevato che si registrano allarmanti criticità nel settore con un costante e progressivo aumento della durata media dei procedimenti; ritenuto che, al fine di garantire un'efficace risposta di giustizia nel settore penale, in un circondario caratterizzato dalla presenza assai pervasiva della criminalità organizzata e non, nonchè la consumazione di reati di notevole allarme sociale, è necessario prevedere la razionalizzazione delle risorse disponibili, e ciò soprattutto tenuto conto delle scoperture di organico che connotano il Tribunale di Vibo composto prevalentemente per l'80% da magistrati ordinari in tirocinio; ritenuta dunque la necessità di adottare interventi correttivi in sede di organizzazione dell'Ufficio in grado di consentire una significativa inversione di tendenza e di ridurre dette pendenze - relative anche a procedimenti di particolare allarme sociale e con numero di iscrizione risalente al 2009 - e garantire la durata ragionevole dei processi...", a tal fine la presidente della sezione penale ha ritenuto necessario mantenere la stessa composizione del Collegio delle udienze straordinarie fissate per il giovedì, e presiedute sinora dal giudice Lorenzo Barracco, in modo tale da ovviare alla rinnovazione delle istruttorie pendenti e vanificare così ogni sforzo anche in vista di una prossima ulteriore modifica dei Collegi giudicanti atteso il prossimo trasferimento di un magistrato della sezione penale. Ritenendo pertanto che il protrarsi dell'impegno del giudice Lorenzo Barracco a presiedere il Collegio del processo "Black money" comporti anche un rallentamento dell'attività del Collegio ordinario, la presidente della sezione penale, Lucia Monaco, ha ravvisato la necessità di "sostituire nella composizione del Collegio preposto alla trattazione del processo Black money il giudice Lorenzo Barracco con il giudice Pia Sordetti" e quindi di assegnare la presidenza del Collegio al giudice Vincenza Papagno.

I "reclami" dell'avvocato Staiano e del collegio di difesa. Avverso tale decisione è quindi "insorto" in aula l'avvocato Salvatore Staiano (legale degli imputati Agostino Papaianni e Antonino Castagna) il quale ha ravvisato una "palese contraddittorietà" nel provvedimento della presidente della sezione penale, Lucia Monaco, tanto da preannunciare il possibile ricorso al Tar contro il cambiamento del Collegio. "Non esiste - ha affermato l'avvocato Staiano in aula - che per problemi organizzativi muti la composizione del Collegio, perchè gli imputati hanno diritto a non vedersi mutare di continuo il Collegio e tale cambiamento appare estremamente strano". L'avvocato ha così chiesto la trasmissione del provvedimento al presidente del Tribunale, Alberto Filardo, ed anche alla Procura Generale di Catanzaro, reclamando poi la nullità di tutte le udienze sinora svolte ed anche di quelle successive. "L'ennesima mutazione del Collegio è immotivata - ha rimarcato Staiano - perchè non viene affatto spiegato come mai, ad esempio, debba presiedere il Collegio ordinario proprio Barracco e non invece il giudice Papagno. Chiedo pertanto la sospensione del processo sino ad una risoluzione definitiva della questione".

La decisione del Tribunale. Il Collegio, presieduto dal giudice Vincenzo Papagno, sull'eccezione difensiva ha quindi deciso di rigettarla disponendo il "procedersi oltre", rinnovando il dibattimento e non ravvisando motivi per disporre la sospensione del processo o l'invio degli atti alla Procura Generale di Catanzaro. Il Collegio ha invece deciso di disporre la trasmissione del provvedimento organizzativo e del verbale dell'udienza odierna al presidente del Tribunale di Vibo Valentia, Alberto Filardo, ed anche alla stessa presidente della sezione penale, Monica Lucia Monaco, "per le valutazioni di competenza".
Il nuovo stop dell'udienza. Superati tali "ostacoli", una nuova questione sollevata dagli avvocati Salvatore Staiano e Michelangelo Miceli (difensori dell'imputato detenuto Agostino Papaianni di Ricadi) ha però fatto interrompere l'esame in aula - appena iniziato - del maresciallo Gianluca Spagnuolo del Gico di Trieste. Le difese hanno infatti chiesto al Tribunale di conoscere tutte le iscrizioni sul registro degli indagati, da parte di qualunque Dda italiana, dell'imputato Agostino Papaianni, al fine di valutare l'utilizzabilità di tutta quell'attività d'indagine relativa allo stesso Papaianni che copre un arco temporale che va dal 2002 al 2007. "Non sono possibili le iscrizioni a catena sul registro degli indagati per gli stessi fatti - hanno spiegato i due avvocati in aula - e pertanto chiediamo l'inutilizzabilità di tutto il materiale su Papaianni relativo ad epoca successiva al 2006". Il Tribunale su tale questione si è riservata la decisione, rinviando il processo a lunedì prossimo.

Gli imputati. Imputati a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, estorsione, usura, detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, sono: Giovanni Mancuso, Antonio Mancuso, Giuseppe Mancuso (cl. '77, figlio del defunto boss Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta"), Damian Fialek, Antonino Castagna, Agostino Papaianni, Leonardo Cuppari, Antonio Prestia, Gaetano Muscia, Pantaleone Mancuso (detto "Scarpuni"), Nicola Castagna, Filippo Mondella, Antonio Velardo (latitante), Raffaele Corigliano, Carmela Lopreste, Giuseppe Papaianni, Francesco Buccafusca, Pantaleone Zoccali, Carmina Mazzitelli, Ottorino Ciccarelli, Alberto Caputo.
