'Ndrangheta: clan Mancuso, il ruolo di Papaianni fra Ricadi e Tropea
Continua nell'aula bunker del Tribunale di Vibo il processo al clan Mancuso. Delineati oggi i ruoli di Agostino Papaianni, Giuseppe Papaianni, Carmela Lopreste e Leonardo Cuppari
E' stata oggi la volta del maresciallo Felice Antonio Spasari, del comando della Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nel processo contro il clan Mancuso nato dall'operazione antimafia denominata "Black money" e scattata nel marzo del 2013. Deponendo dinanzi al Tribunale collegiale presieduto da Vincenza Papagno (giudici a latere Giovanna Taricco e Pia Sordetti) il teste dell'accusa citato dal pm Marisa Manzini ha ripercorso in aula i ruoli di: Giuseppe Raguseo (già giudicato con il rito abbreviato), di Rosarno, all'epoca operaio della Sorical ma soprattutto genero del boss Cosmo Michele Mancuso di Limbadi, Agostino Papaianni di Coccorino, Giuseppe Papaianni, Leonardo Cuppari di Ricadi (tutti imputati nel processo odierno).

Agostino Papaianni. L'accusa lo indica come figura di spicco del clan Mancuso ed in particolare dell'articolazione diretta dal boss Cosmo Michele Mancuso. Papaianni avrebbe controllato gli affari illeciti in un vasto comprensorio ricompreso fra Coccorino, Ricadi e parte di Tropea dove, attraverso una sua società - la Smecal - ma intestata sin dal 1987 alla moglie Carmela Lopreste (pure lei imputata ma a piede libero), avrebbe controllato la distribuzione di generi alimentari nella zona e poi acquisito dal 1991 la gestione di un distributore di carburanti sito in località "Franceschiello" a Tropea. Tutte attività sulle quali ha riferito in aula il maresciallo Spasari spiegando che la Smecal era ubicata ai piani sottostanti di un immobile a tre piani ubicato a San Nicolò di Ricadi in viale Berto ed a pochi metri dal bivio per la Stazione di Ricadi. Al primo piano è invece ubicato il supermercato Conad della società "Il Conte sas" di Raffaele Corigliano. Tutti nomi ricordati in aula dal teste che ha ribadito come dalle risultanze investigative della Guardia di Finanza anche la Conad sarebbe stata nella riconducibilità di Agostino Papaianni attraverso la Smecal. Tutto il fabbricato è risultato intestato a Carmela Lopreste, moglie di Papaianni.

Papaianni e il distributore di benzina a Tropea. Rispondendo alle domande del pm, il maresciallo ha quindi sostenuto che la compagnia della stazione di carburanti gestita da Papaianni avrebbe pagato 20 mila euro di fitto all'anno per dei locali abusivi (autolavaggio e bar) realizzato dallo stesso Papaianni attraverso la Smecal su suolo di proprietà del Comune di Tropea in località Franceschiello. "Il distributore di benzina - ha dichiarato in aula il maresciallo Spasari - lo gestiva di fatto Antonino Scrugli. La Smecal è stata poi sequestrata ed attualmente c'è un curatore fallimentare".

Agostino Papaianni ed Equitalia. Il maresciallo si è poi soffermato sul "rapporto diretto fra Agostino Papaianni ed il funzionario di Equitalia Vincenzo Spasari, con il quale manteneva contatti pure Giuseppe Raguseo per addivenire al pagamento dei debiti con la società. Dalle nostre indagini - ha sottolineato il teste - è emerso che la figlia di Spasari era fidanzata con Michele Mancuso, figlio del boss Cosmo Mancuso di Limbadi. Lo stesso Michele Mancuso condivideva poi l'appartamento a Messina all'Università insieme a Giuseppe Papaianni, figlio di Agostino".
Il "ruolo" di Giuseppe Papaianni. Su Giuseppe Papaianni, figlio di Agostino, anche lui imputato nel processo ma a piede libero, il maresciallo Spasari si è invece soffermato a lungo spiegando che dalle intercettazioni emergeva come lo stesso si fosse occupato anche della Smecal, mentre dal 2008 attraverso la ditta denominata "La Pagina" ha gestito un minimarket a Santa Maria di Ricadi. In tale market, la Guardia di Finanza ha accertato la "vendita illecita di sigarette senza autorizzazione da parte dei Monopoli di Stato. Abbiamo sequestrato oltre un chilo di sigarette - ha ricordato il maresciallo - e denunciato Giuseppe Papaianni alla Procura di Vibo".

Leonardo Cuppari. Il teste si è infine soffermato sulla figura di Leonardo Cuppari, detenuto nel presente processo, il quale "gestiva una rivendita di auto usate a San Nicolò di Ricadi. Cuppari - ha spiegato il maresciallo Spasari - è vicino ad Agostino Papaianni, nonchè si è prestato a trovare dei finanziamenti con delle finanziarie per favorire Papaianni e la Smecal per i debiti di tale società con Equitalia. Dalle indagini sono emersi contatti telefonici fra Cuppari ed il vicedirettore di una banca con filiale a Tropea, e poi anche contatti telefonici fra Cuppari e Giuseppe Papaianni.
Gli imputati. Imputati a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, estorsione, usura, detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, sono: Giovanni Mancuso, Antonio Mancuso, Giuseppe Mancuso (cl. '77, figlio del defunto boss Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta"), Damian Fialek, Antonino Castagna, Agostino Papaianni, Leonardo Cuppari, Antonio Prestia, Gaetano Muscia, Pantaleone Mancuso (detto "Scarpuni"), Nicola Castagna, Filippo Mondella, Antonio Velardo (latitante), Raffaele Corigliano, Carmela Lopreste, Giuseppe Papaianni, Francesco Buccafusca, Pantaleone Zoccali, Carmina Mazzitelli, Ottorino Ciccarelli, Alberto Caputo.
