L'accordo con il boss Pantaleone Mancuso, lo spaccio di cocaina ed i soldi ad usura. Il ruolo di Papaianni e gli "inviti" di Luigi Mancuso e dei Giampà di Lamezia

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Estorsioni nella città di Vibo Valentia da parte del clan Lo Bianco-Barba con il boss Carmelo Bianco (detto "Piccinni") che avrebbe riconosciuto il 3% dei proventi illeciti al boss Antonio Mancuso, ma anche "mazzette" che sarebbero state riscosse direttamente dal alcuni appartenenti della famiglia Mancuso. Le nuove dichiarazioni del collaboratore di giustizia vibonese, Andrea Mantella, delineano il quadro degli affari illeciti sulla città capoluogo di provincia e non solo. Tanti gli episodi svelati, alcuni non coperti da omissis e che pertanto divengono ora conoscibili con il deposito del nuovo verbale di interrogatorio depositato nel dibattimento contro il clan Mancuso che si sta svolgendo dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia nell'ambito del processo nato dall'operazione denominata "Black money".

Andrea Mantella

Giuseppe Mancuso

Andrea Mantella spiega infatti di aver conosciuto il figlio del boss Pantaleone Mancuso cl. '47, detto "Vetrinetta", (deceduto lo scorso anno in carcere), a nome Giuseppe, e di aver compiuto insieme a lui un'estorsione a Vibo ai danni di un parrucchiere. In tale occasione, Giuseppe Mancuso avrebbe portato a Mantella, stando al racconto del collaboratore, i soldi derivanti da un'estorsione che sarebbe stata compiuta ai danni di un negozio di generi alimentari di proprietà di Zaccaria. In totale sarebbe stata estorta la somma di 10.000 euro divisa poi equamente (stando al racconto del collaboratore) fra Andrea Mantella e Giuseppe Mancuso. In occasione invece dell'estorsione al parrucchiere, Andrea Mantella afferma di non ricordare con precisione se vi sia stato l'intervento del boss Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni", che avrebbe ricevuto "un'imbasciata" da un gioielliere di Vibo che avrebbe a sua volta voluto sistemare la questione. Il collaboratore ricorda in ogni caso che tale estorsione è stata compiuta intorno al 2002. Dopo tale periodo, Andrea Mantella e Francesco Scrugli (ucciso nel marzo 2012 nella "guerra di mafia" fra il clan Patania di Stefanconi ed il clan dei Piscopisani) avrebbero quindi deciso di non permettere più ai Mancuso di assumere comportamenti intimidatori sul territorio di Vibo Valentia, ritenuto non di competenza del clan di Limbadi. Andrea Mantella aggiunge in ogni caso che Giuseppe Mancuso (imputato nel processo "Black money") avrebbe prestato soldi a diversi ragazzi di Vibo i quali sarebbero stati poi pestati ogni volta che gli stessi non avrebbero restituito il denaro con gli interessi. Giuseppe Mancuso, sempre stando alle dichiarazioni di Andrea Mantella, avrebbe inoltre gestito lo spaccio di cocaina nella città di Vibo.

Pantaleone Mancuso

Andrea Mantella afferma però di non aver mai conosciuto personalmente il boss Pantaleone Mancuso, detto "Vetrinetta", (in foto a sinistra) padre di Giuseppe, ma di averlo incontrato per caso qualche volta dal commercialista Daffinà che con il fratello ristoratore - a detta del collaboratore - avrebbero vantato un'amicizia con "Vetrinetta". Mantella spiega quindi di aver conosciuto il commercialista poichè quest'ultimo gli avrebbe fatto da tramite con un suo collega per tenere la contabilità della sua azienda agricola.

L'accordo con "Scarpuni". Andrea Mantella dichiara poi agli inquirenti di essersi contrapposto alla volontà del boss Pantaleone Mancuso, detto "Scarpuni", di riprendere il potere sulla città di Vibo una volta scarcerato.

Pantaleone Mancuso

Attraverso l'assicuratore Michele Palumbo (ucciso nel 2010 a Longobardi nel suo giardino di casa con numerosi colpi di pistola) e ritenuto "uomo" di Pantaleone Mancuso su Vibo Valentia e Vibo Marina, Andrea Mantella avrebbe quindi raggiunto con "Scarpuni" un compromesso, dividendo i proventi illeciti sulla città di Vibo. Un accordo che sarebbe stato in realtà solo di "facciata", in quanto entrambi - Mantella e Pantaleone Mancuso - si sarebbero invece voluti eliminare a vicenda. Lo stesso Mantella in prima persona avrebbe programmato un attentato nei confronti di "Scarpuni". 

Il ruolo di Papaianni. Infine, Andrea Mantella ha raccontato agli investigatori di Agostino Papaianni di Coccorino, fra i principali imputati dell'operazione antimafia denominata "Black money" con l'accusa di aver "controllato" diversi affari illeciti, per conto del clan Mancuso, da Ricadi sino a Tropea.

Agostino Papaianni

Luigi Mancuso

Il collaboratore afferma di non aver conosciuto personalmente Agostino Papaianni che sarebbe stato invece ben conosciuto da Pasquale Giampà di Lamezia Terme, cognato dello stesso Mantella. In occasione di un comune periodo di detenzione nel carcere di Siano a Catanzaro, Andrea Mantella avrebbe tuttavia ricevuto dal boss Luigi Mancuso - che si trovava in compagnia di Pasquale Giampà - l'invito ad affiliare alla 'ndrangheta (il c.d. "rimpiazzo") Giuseppe Rizzo, nipote dello stesso Luigi Mancuso in quanto figlio della sorella Romana. In tale circostanza, Luigi Mancuso avrebbe suggerito ad Andrea Mantella di mettere nella "copiata" di Rizzo, quale "capo società", il nome di Agostino Papaianni, indicato dal collaboratore come "affiliato ai Mancuso ed in ottimi rapporti con Luigi Mancuso".

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