'Ndrangheta: operazione "Conquista", i Bonavota volevano uccidere il pentito Mantella
Il progetto di un attentato risale al giugno scorso appena divenuta pubblica la notizia della possibile collaborazione con la giustizia da parte del 44enne vibonese
di GIUSEPPE BAGLIVO
Avrebbe avuto timore anche per la propria incolumità personale il collaboratore di giustizia, Andrea Mantella, “obiettivo di un possibile attentato”. Lo scrive a chiare lettere il pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, nel decreto di fermo dell'operazione “Conquista” contro il clan Bonavota di Sant'Onofrio. Agli atti dell'inchiesta è finita infatti pure una recentissima captazione fra due sodali del gruppo Bonavota intercettati dagli inquirenti nel mese di giugno scorso subito dopo che la notizia della possibile collaborazione con la giustizia da parte di Andrea Mantella era stata resa pubblica dalla stampa.
Un attentato, quindi, alla vita dello stesso Mantella, poiché i Bonavota erano preoccupati per le “devastanti possibili ripercussioni di tale collaborazione dei maggiorenti del clan”.
Un timore, quello di essere eliminato dopo aver iniziato a parlare con i magistrati della Dda di Catanzaro, manifestato dallo stesso Mantella in un verbale di interrogatorio datato 8 giugno 2016.

“Quanto alla mia incolumità per il fatto della collaborazione – ha fatto mettere nero su bianco Mantella –, dei Bonavota temo soprattutto Domenico Bonavota, perchè lui ha una mente criminale e quando si mette in testa di dover uccidere qualcuno fa di tutto pur di portare a termine il suo intento. Anche Francesco Fortuna è molto pericoloso – ha aggiunto il collaboratore – ma so che lui al momento è detenuto. Onofrio Barbieri faceva invece parte del braccio armato con me, Francesco Fortuna, Domenico Bonavota e Francesco Scrugli”.

Ancora più inquietanti sono i riferimenti ad un progetto di morte nei confronti di Andrea Mantella che emergono dalle intercettazioni, con l'indicazione di fornire soldi a qualcuno in grado di sapere dove si poteva trovare il nuovo collaboratore di giustizia, ancora detenuto, affinchè si procedesse al più presto alla sua eliminazione. Un attentato da fare subito, “rapidi-rapidi”, affermano due sodali del gruppo Bonavota. Anche perchè “dopo che parla - si legge nelle intercettazioni - dove lo prendono più”?
Per gli inquirenti, i commenti registrati convergono “sul pericolo reale che possano essere messe in pratica azioni omicidiarie nei confronti di Andrea Mantella”.
Ndrangheta, il pentito Mantella e la lista degli omicidi commissionata dai Bonavota
Ndrangheta, Mantella sui piscopisani e le “alleanze” a Vibo: ecco chi mise la bomba alla Egofitness
Ndrangheta, Andrea Mantella: così hanno ucciso Alfredo Cracolici
‘Ndrangheta: clan Bonavota, ricostruite due tentate estorsioni alle aziende di Callipo
L’escalation dei Bonavota nei nuovi verbali del pentito Andrea Mantella
