Uno scontro all'arma bianca quello tra i Bonavota e i Cracolici. La "guerra di mafia" iniziò nel 2002 con l'omicidio di Alfredo Cracolici, ritenuto dagli inquirenti il presunto boss di Filogaso, trucidato sulla strada che collega Filogaso a San Nicola da Crissa. Un fatto di sangue su cui il pentito Andrea Mantella si è voluto soffermare ricostruendo una vicenda dai contorni inquietanti. Il tutto senza andare troppo per il sottile. Facendo nomi e cognomi di presunti mandanti ed esecutori. “Avevano deciso di ucciderlo – asserisce Mantella – quando si trovava a casa della sua amante a San Nicola da Crissa: in particolare Domenico Bonavota mi disse che ad ucciderlo erano stati lui, Bruno Cugliari e Nino Lopreaito, detto “Famazza” utilizzando un kalashnikov. Domenico Bonavota mi disse che a sparare era stato proprio lui e c’era anche un basista che ha fornito loro tutte le indicazioni sui movimenti del Cracolici. Al momento dell’agguato sull’auto di Cracolici c’era un certo Furlano”.

cracolici_alfredoL'agguato andò a segno ma a complicare le fasi immediatamente successive sarebbe stato un incidente stradale. “Dopo l’agguato i tre hanno avuto un incidente con l’auto, mi pare – afferma il collaboratore di giustizia – siano usciti fuori strada e a recuperarli era andato Francesco Fortuna con un carro attrezzi credo dei Figliano. Io in quel periodo ero contro i Cracolici perché loro portavano mio cognato in giro da altri esponenti della ‘ndrangheta per denigrarmi”.

Il pentito precisa di aver saputo “queste cose” da Domenico Bonavota in campagna. “A fare questo omicidio – specifica – erano consenzienti tutti i Bonavota che non ne potevano più. Non mi fu detto da chi specificatamente partì l’ordine ma, sulla base della mia esperienza criminale e della conoscenza dei Bonavota, sicuramente tutti volevano il suo omicidio, in particolare “Micu i Mela” che aveva subito i soprusi”.

Alfredo Cracolici era fratello di Raffaele Cracolici, alias "Lele Palermo",  ucciso a Pizzo il 4 maggio 2004.