Dall'inchiesta che ha colpito i clan Mancuso e le consorterie degli Accorinti di Briatico e Il Grande di Parghelia, emerge uno spaccato inquietante sull'ingerenza delle cosche

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di GIUSEPPE BAGLIVO

Non avrebbero risparmiato neanche il mondo del calcio dilettantistico locale le pressioni dei clan del Vibonese colpiti dall'inchiesta "Costa pulita" condotta dai pm della Dda di Catanzaro Pierpaolo Bruni e Camillo Falvo con l'ausilio fondamentale delle indagini condotte sul "campo" dai carabinieri.

pallone-sgonfio

La squadra di calcio di Briatico. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato Sergio Bagnato, all'epoca consigliere comunale di maggioranza a Briatico nell'amministrazione guidata dall'allora sindaco Francesco Prestia (poi sciolta per infiltrazioni mafiose) a riferire ai membri della "famiglia" Accorinti di Briatico in merito a questioni di pertinenza del Comune. Per gli investigatori, la Squadra di calcio "A.S.D. Briaticese" sarebbe "indiscutibilmente" riconducibile alla "famiglia" Accorinti. Marco Borello (cl. '74), di Briatico, nipote di Antonino Accorinti, è infatti accusato di essere il “titolare” solo formale della squadra di calcio “A.S.D. Briaticese” il cui reale proprietario occulto sarebbe, secondo la Dda, Antonio Accorinti (figlio del presunto boss Antonino).

Sergio Bagnato

I carabinieri riescono infatti ad intercettare una telefonata in cui Sergio Bagnato dialoga con Antonio Accorinti, figlio di Antonino, ed anche lui fra gli arrestati nell'inchiesta "Costa pulita" (Sergio Bagnato è invece indagato a piede libero). E' Bagnato a chiedere ad Antonio Accorinti "se deve rilasciare a “Don Mimmo” l’autorizzazione ad usare il “campo grande”. Gli investigatori individuano "Don Mimmo" in Domenico Centro nato a Briatico nel 1930, farmacista in pensione, e che "in passato aveva ricoperto la carica di sindaco di Briatico, nonché gli incarichi di assessore e di consigliere di maggioranza".

Seguiva poi, a pochi minuti di distanza, un'altra telefonata intercettata fra Antonio Accorinti e Luca Angelo Gaetano, consigliere della "A.S.D. Briaticese". Quest'ultimo avrebbe riferito ad Antonio Accorinti che "il dottor Domenico Centro stava facendo pressioni per ottenere il campo sportivo, ostacolando così i programmi dell’associazione sportiva "A. S.D. Briaticese". "Perché praticamente dice che c’è coso che rompe la minchia e non ci vuole dare il campo! Ecco! Il dottore! Dice che il campo se lo vuole prendere lui!”. A questo punto Accorinti, dopo essersi accertato che si tratti effettivamente del dottore Centro, riferisce a Luca Angelo Getano che "provvederà a contattarlo direttamente per risolvere la faccenda".

Antonio Accorinti

Antonio Accorinti telefona quindi al dottor Centro al quale - per come ricostruito dagli investigatori - chiede "delucidazioni in merito all’utilizzo del campo sportivo di Briatico: “Ma mi ha chiamato...Dice che c’è bordello per il campo? Che dovete fare?”. Il dottor Centro, "intimorito dall’interlocutore, afferma quindi che utilizzerà esclusivamente il campo di San Costantino per gli allenamenti della sua squadra. Nel prosieguo della conversazione quest’ultimo ribadisce che non usufruirà della struttura sportiva di Briatico, bensì di quella della frazione di San Costantino, in modo da non arrecare problemi a nessuno, lasciando trasparire il timore di contrapporsi all’Accorinti". 

Ecco l'intercettazione: Centro: Mi sono un pò arrabbiato con il sindaco...il campo di San Costantino mi serve proprio per non intervenire proprio nel campo di Briatico, stiamo meglio tutti!”). A tal proposito, ad avviso della Dda, appare "eloquente la frase pronunciata successivamente dal dottor Centro: “Quindi non ti do fastidio…”, a riprova del timore nutrito verso Antonio Accorinti". Che il dottor Centro, ad avviso dei carabinieri, volesse in realtà utilizzare inizialmente il campo di Briatico e non quello di San Costantino, si evince dal fatto che dopo tale telefonata Antonio Accorinti "contatta nuovamente Sergio Bagnato e lo informa di quanto comunicatogli dal dottor Centro, specificando che quest’ultimo ha fatto richiesta per poter fruire esclusivamente del campetto della frazione di San Costantino. Bagnato ribatte però affermando che Centro ha intenzione di fruire del campo sportivo di Briatico e per tale motivo ha già presentato richiesta al competente ufficio del Comune".

Costa pulita

L'intestazione fittizia della squadra di calcio. La complessa attività d’indagine svolta dalla polizia giudiziaria, ad avviso della Dda ha fornito concreti elementi per poter sostenere che l’intestazione dell’A.S.D. Briaticese” a "soggetti compiacenti, primo tra tutti Borello Marco cui è stata affidata anche la legale rappresentanza, sia stata posta in essere al fine di eludere le misure di prevenzione di natura patrimoniale, applicabili in capo ad Accorinti Antonio, pregiudicato ed organico al clan Accorinti attivo sul territorio di Briatico". In tal senso, emblematica della riferibilità in capo ad Accorinti Antonio dell’ “A.S.D. Briaticese è la conversazione del 16 giugno 2011 nel corso della quale Accorinti rivela all’interlocutore: "...la squadra è mia, quindi, anche la società... il presidente è mio cugino, ma diciamo che è mia!". La società della squadra di calcio, iscritta al campionato di calcio di terza categoria, non è stata quindi sequestrata dagli inquirenti poichè allo stato risulta "inattiva". Sarebbe stato lo stesso Antonio Accorinti, inoltre, a commissionare la predisposizione del timbro tondo recante la dicitura: “A.S.D. Briaticese”.

Comune-di-Briatico

Per gli investigatori va altresì rimarcato come "Sergio Bagnato, consigliere del Comune di Briatico, anziché fare gli interessi dell’Ente favorisca l’ “amico” Accorinti suggerendo una riduzione del 50% del costo della convenzione per utilizzo del campo".  I riscontri dei carabinieri hanno inoltre permesso di accertare che l’A.S.D. Briaticese ha sede a Briatico, località Solaro “Pal. Accorinti”, ossia nell’abitazione di Accorinti Antonio. Tra i consiglieri della società di calcio "figurano le sorelle, Greta e Giorgia, di Accorinti Antonio. Anche la moglie, Lombardo Sonia Lucia, di quest’ultimo ricopre - sottolineano gli inquirenti - gli incarichi di “segretario” e “cassiere” della squadra di calcio".

campo di calcio

Dalle risultanze degli atti della commissione prefettizia di accesso al Comune di Briatico risulta poi accertato che alla “A.S.D. Briaticese” è stato concesso "con determinazione n. 94 datata 17.12.2010 del responsabile dell’ufficio Servizi Sociali (Francesca Sergi) del Comune di Briatico un contributo di euro 2.000,00 per lo svolgimento della stagione sportiva". Nella stagione calcistica 2011/2012 la squadra ha militato nel campionato di calcio di 2^ categoria. Antonio Accorinti, secondo la ricostruzione della Dda di Catanzaro, avrebbe inoltre invitato al telefono un soggetto di "casa" a Briatico ed a Vibo Marina a contattare terze persone (altri componenti della squadra di calcio ASD Briaticese) per avvisarle di non negoziare gli assegni perché non vi erano i relativi fondi, a causa di un mancato introito della somma - sottolineano i carabinieri - che doveva essere erogata dal Comune di Briatico".

Dai dialoghi intercettati, gli investigatori scoprono inoltre la richiesta di affiliazione dell’“A.S.D. Briaticese” alla "Juventus National Academy 2011-2012". Attraverso la navigazione in internet, i carabinieri scoprono in fatti che il settore scuola calcio dell’associazione sportiva "A.S.D. Briaticese" è stato realmente affiliato alla “Juventus National Academy 2011-2012”. 

Per gli inquirenti, l’influenza della cosca anche nella gestione della squadra di
calcio del paese "può essere interpretata come una forma di espressione del
potere esercitato dalla stessa sul territorio".

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