Per investigatori, Viminale e Prefettura di Vibo sarebbe emblematica del tentativo da parte di sindaco ed assessore di favorire un soggetto già intestatario di beni confiscati ai clan 

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Fra le vicende che hanno portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi del Comune di Tropea, particolarmente rilevante ad avviso della Commissione di accesso agli atti è la vicenda dello Chalet dei fiori, bar e locale autorizzato alla somministrazione di alimenti e bevande.

Ministero dell'Interno

Qui le condotte del sindaco Giuseppe Rodolico e della giunta comunale, secondo la relazione e le forze di polizia, avrebbero “tentato di favorire di fatto” Gerardo Macrì, già “intestatario di beni confiscati riconducibili alla consorteria dei Mancuso e della locale ‘ndrina dei La Rosa” e già sorvegliato speciale. Gerardo Macrì è fra l’altro lo zio del consigliere comunale di Tropea (ormai ex) Giovanni Macrì, quest’ultimo già candidato a sindaco (sconfitto) contro Rodolico nelle amministrative del maggio 2014 , nonchè consigliere provinciale a Vibo Valentia ed attualmente nel coordinamento provinciale di Forza Italia nominato “di diritto” in tale incarico (quale vice coordinatore) nel dicembre 2015 dal coordinatore provinciale del partito Giuseppe Mangialavori, quest’ultimo consigliere regionale.


Prefettura vibo


Lo “Chalet dei fiori” – struttura in muratura all’interno di un parco comunale ed adibito ad attività commerciale per la somministrazione di alimenti e bevande – avrebbe occupato “abusivamente il suolo dell’area pubblica di Villa Ghirlanda”, in assenza “di alcun titolo autorizzativo” e con opere abusive messe nero su bianco dalla polizia municipale e che sono costate l’iscrizione sul registro degli indagati, da parte della Procura di Vibo, del titolare dell’attività commerciale. Lo Chalet dei fiori è stato poi chiuso nel marzo 2015. La mancata disponibilità da parte del dirigente comunale ad apporre un parere favorevole nella vicenda viene indicata dallo stesso come uno dei motivi per i quali il sindaco Giuseppe Rodolico ne avrebbe caldeggiato il suo allontanamento dal Comune. Troverebbe conferma di ciò, ad avviso della Commissione di accesso agli atti e della Prefettura di Vibo, anche "l'atteggiamento del sindaco nei confronti dell'architetto Francesco Grande il quale nell'ultimo decreto di nomina di responsabile dell'Ufficio tecnico comunale del 31 dicembre 2015 indicava il professionista come insufficiente dimezzando quasi il suo compenso annuale. Infatti lo stesso si è messo - spiega la relazione - in congedo per il periodo di un anno". In tale caso, ad avviso degli investigatori e della Prefettura, appaiono "evidenti le condotte poste in essere da parte della giunta comunale e nello specifico dal sindaco e dall'assessore per agevolare" lo Chalet dei Fiori che sarebbe stato gestito "in maniera preponderante" da Gerardo Macrì.


comune tropea

In particolare, sindaco ed assessore avrebbero: "interferito sull'operato della polizia municipale, che in diverse occasione ha rilevato e constatato violazioni amministrative e penali relative ad abusi edilizi ed all'occupazione abusiva di suolo pubblico; interferito sull'operato dell'Area Tecnica che ha intimato con più ordinanze la demolizione di quanto abusivamente realizzato e lo sgombero dell'area da cose e persone; tenuto all'oscuro delle trattative in corso fra le parti la competente Area Tecnica, quantomeno sino al momento in cui si è reso necessario un parere del responsabile dell'Area, mai ottenuto in conseguenza della consapevolezza da parte dello stesso della probabile illiceità della vicenda; interferito sull'operato dello sportello Suap che ha ordinato la chiusura dell'esercizio ed ha vietato la prosecuzione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico; sminuito l'operato e l'autorità della polizia municipale, dell'Area Tecnica e dello Sportello Suap"; ignorato l'osservanza di norme in materia edilizia, urbanistica, igienica, sanitaria, paesaggistica ed architettonica; ignorato quanto chiaramente determinato dal Tar Calabria che sulla vicenda si era pronunciato in favore del Comune di Tropea, rigettando il ricorso dello Chalet dei fiori; palesato la volontà di rinunciare all'obbligo dell'Ente di far rivalere il proprio interesse su un bene della comunità quale una villa posta al centro del contesto urbano; manifestato la volontà di essere disposti a consentire la permanenza delle violazioni accertate".


consiglio-di-stato-targa

Inoltre, pur non costituendosi in giudizio il Comune di Tropea dinanzi alla giustizia amministrativa per resistere al ricorso dello Chalet dei fiori, il giorno prima dell’udienza al Consiglio di Stato il sindaco Rodolico “ingerendosi ancora una volta nell’attività di gestione”, avrebbe formalizzato alla parte soccombente – stando alla ricostruzione degli investigatori – la volontà dell’ente di giungere ad una soluzione transattiva della controversia, tentando così di favorire Gerardo Macrì. (g.b.)


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