Ancora un'ordinanza del Comune di Vibo Valentia, emessa su input della Prefettura all'epoca retta dal prefetto Giovanni Bruno, sospesa dal Tar e relativa alla chiusura (con effetto immediato) di un esercizio commerciale dedito alla somministrazione di alimenti e bevande. L'attività commerciale si trova a Vibo Valentia in viale Kennedy ed appartiene a Francesco Iannello, 36 anni, il quale si è visto accogliere in fase cautelare le proprie ragioni con l'assistenza degli avvocati Alfredo Gualtieri e Bruno Ganino. La revoca della licenza e la chiusura immediata dell'esercizio commerciale era stata disposta dal Comune di Vibo con un'ordinanza dirigenziale del servizio Suap del 21 dicembre scorso.

Comune di Vibo Valentia

Il Tar, nel sospendere l'efficacia della chiusura del locale, ha sottolineato con un'apposita ordinanza che "i precedenti penali non possono (come invece si ritiene nella fattispecie), in sé considerati, ritenersi idonei a sorreggere in modo autonomo un'informativa negativa potendo rilevare solo qualora emerga una concreta verosimiglianza dell'ipotesi di controllo o di condizionamento sull'impresa da parte del soggetto unito da tali legami al responsabile dell'impresa, ovvero - sottolinea il giudice amministrativo - un intreccio di interessi economici e familiari dai quali desumere la sussistenza dell'oggettivo pericolo che rapporti di collaborazione intercorsi, a vario titolo, tra soggetti inseriti nello stesso contesto familiare, costituiscano strumenti volti a diluire e mascherare l'infiltrazione mafiosa nell'impresa". Nel caso di specie, ad avviso del Tar, non ci sarebbe stata "un'adeguata istruttoria dalla quale far emergere elementi indiziari che, complessivamente considerati, rendono attendibile l'ipotesi del tentativo di ingerenza, da parte di organizzazioni criminali nell'attività di impresa, comportando un diverso modus procedendi il rischio dell'estromissione dal circuito commerciale di imprese non collegate con il circuito mafioso con conseguente alterazione dei meccanismi della concorrenza".

Considerato inoltre che il titolare dell'attività commerciale, dall'esecuzione della revoca della licenza e dalla chiusura del locale avrebbe "un gravissimo danno", per tali motivi il Tar - in attesa della trattazione nel merito del ricorso - ha deciso di sospendere l'efficacia del provvedimento di chiusura del locale che potrà pertanto continuare a restare aperto. La trattazione di merito del ricorso è stata invece rinviata al gennaio del prossimo anno. (g.b.)

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