Province calabresi verso il dissesto, i presidenti: "Pronti a dimetterci" (VIDEO)
La impossibilità materiale di predisporre ed approvare entro il 31 luglio i bilanci di previsione 2016 avrebbe come conseguenza il dissesto finanziario
"Siamo pronti a dimetterci". La provocazione è arrivata dai presidenti delle province calabresi che dopo essere venuti a conoscenza dei tagli stabiliti per l'annualità 2016 hanno convocato una conferenza stampa per illustrare i rischi. La relazione di Enzo Bruno, presidente dell'Upi Calabria nella riunione appositamente convocata ha evidenziato la condizione drammatica nella quale si troveranno le province calabresi se gli ulteriori tagli di circa 54 milioni, previsti dal recente decreto legge n. 113/2016 fossero confermati in sede di conversione in legge.
La impossibilità materiale di predisporre ed approvare entro il 31 luglio i bilanci di previsione 2016 avrebbe come prima conseguenza il dissesto finanziario indotto delle nuove Aree vaste e quindi l'impossibilità di garantire sia la corretta manutenzione delle strade provinciali (oltre 7mila chilometri) con il taglio erba e il rifacimento del manto stradale, condizione che mentre pregiudica la sicurezza e la incolumità dei cittadini, mette a rischio di "delitto stradale" la responsabilità dei dirigenti sia la sicurezza strutturale e funzionale degli oltre 200 edifici scolastici superiori di competenza provinciale alla riapertura dell'anno scolastico, non potendo più essere garantite come in passato la sicurezza e l'agibilità agli oltre 10mmial studenti delle scuole secondarie. la carenza di sufficiente risorse finanziarie per le spese incomprimibili determinerà gravi ripercussioni anche nei confronti dei comuni, con particolare riferimento a quelli di piccole dimensioni, he non potranno più utilizzar ela sede di solidarietà istituzionale finora garantita dalle Province, né tanto poco né si potrà dare continuità e garanzia a servizi ai cittadini non più "fondamentali" quali quelli dedicati alla cultura e al tempo libero.
L'assemblea dell'Upi Calabrese, all'unanimità, ha altresì evidenziato la completa assenza di interlocuzione con la Regione Calabria che, a fronte della legge Delrio che prevede per le Regioni la gestione diretta o delegata delle funzioni non più fondamentali per le Province da oltre due anno non riesce a legiferare in materia, lasciando alle province a garanzia dei livelli occupazionali e dei servizi essenziali da erogare agli utenti e alle aziende calabresi, il compito improprio di anticipare costi di gestione e di personale non più sostenibili perché non previste dalla legge e non imputabili al bilancio.
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