Due mesi senza Francesco Vangeli. La famiglia continua a chiedere giustizia (VIDEO)

Ancora un appello di mamma Elsa: “Me l’hanno strappato dalle braccia ma non dal cuore”. Indagati due fratelli di San Giovanni di Mileto

Erano le 23.45 dello scorso 9 ottobre. Il momento esatto in cui il telefono di Francesco Vangeli non ha squillato più. L’attimo che ha cambiato per sempre la vita di una onesta famiglia di Scaliti. Il minuto che ha segnato nel profondo una comunità, quella di Scaliti, consapevole di aver perso un suo componente. Sono passati due mesi dalla scomparsa di Francesco. Sessanta giorni di indicibile dolore per i genitori e di angoscia per fratelli e amici. Nel mezzo le indagini dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che hanno portato agli avvisi di garanzia per omicidio e occultamento del cadavere spiccati nei confronti di due fratelli pregiudicatati di San Giovanni di Mileto: Antonio (29 anni) e Giuseppe Prostamo (33 anni), nipoti del boss Nazzareno. Secondo le prime ipotesi, i due avrebbero attirato Francesco in una trappola lo avrebbero ucciso e si sarebbero liberati del cadavere, unica prova del loro delitto.

Le “colpe” di Francesco. La colpa di Francesco? Aver conteso la donna ad uno dei due fratelli. O meglio Francesco avrebbe dovuto cedere la ragazza, con cui aveva deciso di costruire un futuro insieme, e su cui il “picciotto” aveva posato gli occhi. Da qui le minacce, poi riscontrate in un telefonino rinvenuto dai carabinieri successivamente alla scomparsa, e poi il barbaro epilogo.

L’ultimo saluto. La sera del 9 ottobre Francesco Vangeli uscì di casa contento. Era felice. Probabilmente pensava che l’incontro chiarificatore con il rivale in amore avrebbe chiuso definitivamente con una vicenda che gli aveva tolto il sonno. Non sapeva, purtroppo, che sarebbe andato incontro alla fine della propria esistenza. Esattamente due mesi da quando di Francesco si sono perse le tracce. Da allora gli appelli della famiglia e soprattutto di mamma Elsa sono stati continui e ripetuti. Oltre al ricordo del figlio che non c’è più anche una legittima, pressante, naturale invocazione di giustizia.

Ancora un appello. L’ultimo ricordo e dell’altro ieri e porta la firma di mamma Elsa: “Essere madre è una scelta, scegli di amare oltre la tua stessa vita quel figlio. E quando non sai perché perdi quel bene più prezioso, continui ad amarlo ed essere madre per sempre, oltre ogni tempo, oltre ogni spazio, oltre ogni misura. Perché non c’è ragione plausibile che ti faccia accettare la perdita di quella parte di te, di quella tua ragione di vita, di quel figlio che è andato via prima di te, senza di te. E inizia quell’assurdo dolore pungente, silenzioso, invisibile ma logorante nel tuo cuore che prepotentemente ti accompagna e rimane un dolore solo tuo perché nessuno potrà mai capirlo. E la tua scelta rimane l’unica ragione di essere madre per sempre, amando per l’ eternità quel figlio che ti è stato strappato dalle braccia ma non dal tuo cuore. Mi manchi Francesco cuore mio. Non doveva andare a finire così. Un abbraccio forte ovunque tu sia”.

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