Inchiesta "Robin Hood", Salerno davanti ai giudici del Riesame
Intanto il Tribunale della Libertà ha disposto l'obbligo di dimora per Bruno Della Motta, una delle nove persone arrestate lo scorso 2 febbraio dalla Guardia di Finanza
di MIMMO FAMULARO
Compariranno giovedì davanti al Tribunale del Riesame di Catanzaro Nazzareno Salerno e Ortensio Marano, due dei principali indagati dell'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e denominata "Robin Hood". Un'inchiesta che ruota attorno alla distrazione di fondi comunitari destinati al “Credito Sociale”, a giudizio degli inquirenti sottratti ai veri destinatari, ovvero alle famiglie più povere e utilizzati per ragioni personali.
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Verso il Riesame. Nazzareno Salerno, 52 anni di Serra San Bruno, ex assessore regionale, si trova in carcere dallo scorso 2 febbraio, dal giorno in cui è scattato il blitz condotto dagli uomini della Guardia di finanza di Catanzaro che lo hanno rintracciato e arrestato a Verona. Giovedì 2 marzo comparirà davanti al Tribunale della Libertà di Catanzaro assistito dal suo avvocato Enzo Gennaro. Nello stesso giorno sarà vagliata anche l'istanza avanzata dalla difesa di Ortensio Marano, 43 anni di Belmonte Calabro, anche lui arrestato nella stessa operazione e recluso dallo scorso 2 febbraio. Secondo l'accusa Nazzareno Salerno avrebbe stretto un "pactum sceleris" con Ortensio Marano, il quale si sarebbe impadronito dei fondi pubblici del Credito Sociale per destinarli alle "sue" società, la Cooperfin Spa e la M&M Management, finite al centro dell'inchiesta. Nelle scorse settimane, Salerno era comparso davanti al gip di Verona per l'interrogatorio di garanzia e in quella sede aveva risposto alle domande del giudice offrendo la sua chiave di lettura.
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Obbligo di dimora. Intanto il Tribunale della Libertà si è espresso nelle scorse ore anche nei confronti di un'altra delle nove persone arrestate nel corso del blitz. Si tratta di Bruno Della Motta, 69 anni, originario di Genova, ma residente a Firenze. Accolta l'istanza dei suoi avvocati per cui l'intermediario finanziario ha lasciato il carcere di Lucca dove era detenuto ed è tornato in libertà. Nei suoi confronti il giudice ha disposto l'obbligo di dimora. Secondo quanto ipotizzato dalla Dda, Insieme all'avvocato Giuseppe Castelli Avolio, 60 anni di Roma (anche lui arrestato), Della Motta, nelle vesti di intermediario finanziario, sarebbe stato perfettamente a conoscenza della provenienza dei fondi (circa due milioni di euro) "distratti" dal "Credito Sociale", trasferiti da Marano ed utilizzati per scopi personali. Per la Guardia di finanza un vero e proprio "comitato d'affari" che avrebbe distratto i finanziamenti comunitari indirizzandoli su conti correnti di società private, anche all'estero.
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Scarcerati. Oltre a Salerno, nell'inchiesta figurano anche l'ex presidente di Calabria Etica Pasqualino Ruberto e per l'ex direttore generale del Dipartimento Lavoro della Regione, Vincenzo Caserta per i quali il Riesame si è già espresso disponendo la scarcerazione di entrambi e l'applicazione della misura cautelare ai domiciliari. Stesso verdetto per l'impiegato di Equitalia Vibo, Vincenzo Spasari mentre per nessuna misura è stata disposta per il dipendente dell'Amministrazione comunale di Vibo Valentia Claudio Isola, ex componente della struttura speciale dell’assessorato al Lavoro della Regione Calabria. Per lui il Tdl ha ordinato l'immediata scarcerazione.
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