Acquisiti i verbali con le dichiarazioni di tre testi. In aula ha deposto un consulente informatico della Dda di Catanzaro

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E' ripreso stamane dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia presieduto da Lucia Monaco (a latere i giudici Giovanna Taricco e Pia Sordetti) il processo nato dall’operazione antimafia della Dda di Catanzaro denominata “Romanzo criminale” che mira a far luce sull’esistenza del clan Patania di Stefanaconi e sulle dinamiche criminali sviluppatesi negli ultimi anni partendo proprio dal piccolo centro alle porte della città capoluogo. Nel corso dell'udienza sono state acquisiti stamane i verbali con le dichiarazioni rese a suo tempo agli investigatori dai testi Giuseppe Ceravolo, Francesco Frascà e Livia De Masi.

tribunale toga aula

Ha risposto invece alle domande del pm della Dda di Catanzaro, Camillo Falvo, il consulente informatico dell'Ufficio di Procura Domenico Sergi. Lo stesso ha riferito in ordine alle copie fatte sui file ed altro materiale informatico sequestrato nel 2012 all'allora comandante della Stazione dei carabinieri di Sant'Onofrio, Sebastiano Cannizzaro, ed in casa dell'allora sacerdote di Stefanaconi, don Salvatore Santaguida. Il consulente dopo aver riposto alle domande del pm ha fornito alcuni chiarimenti all'avvocato Vincenzo Galeota che difende don Salvatore, e poi all'avvocato Pasqualino Patanè che assiste Sebastiano Cannizzaro. Prossima udienza il 3 ottobre. Fra i testi previsti per tale udienza ci sarà anche la collaboratrice di giustizia, Loredana Patania di Stefanaconi.

Gli imputati. Ad essere accusati del reato di associazione mafiosa sono: Giuseppina Iacopetta, ritenuta al vertice della cosca dopo l’uccisione del marito, Fortunato Patania, freddato nel settembre 2011 durante la faida con i Piscopisani; i figli Salvatore, Saverio, Giuseppe, Nazzareno e Bruno Patania; Andrea Patania; Cosimo e Caterina Caglioti; Nicola Figliuzzi; Cristian Loielo; Alessandro Bartalotta; Francesco Lo Preiato; Ilya Krastev. L’ex maresciallo dei carabinieri, già alla guida della Stazione di Sant’Onofrio, Sebastiano Cannizzaro, è invece accusato di falso e concorso esterno in associazione mafiosa. Tale ultimo reato viene contestato anche a don Salvatore Santaguida, parroco di   Stefanaconi. (g.b.)

Stefanaconi Patania

In basso da sinistra verso destra: Giuseppe Patania, Bruno Patania, Andrea Patania, Cosimo Caglioti

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