'Ndrangheta: "Uova del drago", 5 assoluzioni in appello per i Bonavota
Assolti per non aver commesso il fatto cinque imputati coinvolti nell'operazione antimafia condotta dalla Dda di Catanzaro nell'ottobre 2007. Revocata la confisca dei beni
[banner no]
La prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Antonio Saraco (giudice consigliere Domenico Commodaro), ha assolto con la formula "per non aver commesso il fatto" i cinque principali imputati del processo nato dall'operazione antimafia denominata "Uova del drago" scattata nell'ottobre 2007 con il coordinamento del pm della Dda di Catanzaro, Marisa Manzini, su indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vibo Valentia comandati all'epoca dal tenente Marco Montemagno.

Le assoluzioni. La sentenza di assoluzione dall'accusa di associazione mafiosa riguarda i fratelli Pasquale e Domenico Bonavota, di 42 e 37 anni, Francesco Fortuna, 36 anni, Onofrio Barbieri, 35 anni, e Antonio Patania, 31 anni, tutti di Sant'Onofrio, ed accusati di far parte del clan Bonavota fondato dal defunto boss Vincenzo Bonavota e poi passato sotto la direzione dei figli. Tale ultimo assunto accusatorio non ha però retto al vaglio della Corte d'Assise d'Appello ed i giudici hanno cancellato le condanne a 5 anni di reclusione per i fratelli Bonavota ed a 3 anni e 4 mesi per Francesco Fortuna, Onofrio Barbieri e Antonio Patania. Le pene erano state inflitte loro in primo grado dal gup distrettuale di Catanzaro - al termine del processo con rito abbreviato - il 28 maggio 2009. Gli imputati erano poi stati assolti in appello il 12 novembre 2014.

Tale verdetto assolutorio era stato però appellato dal sostituto procuratore generale di Catanzaro Marisa Manzini. Il 27 ottobre 2015, quindi, il procuratore generale della Cassazione aveva chiesto alla Suprema Corte di rigettare, dichiarandolo “inammissibile”, il ricorso presentato dalla Manzini ritenendo corretta la sentenza assolutoria di secondo grado. La Cassazione aveva invece accolto il ricorso del sostituto pg Marisa Manzini e quindi si è celebrato un nuovo processo d'appello conclusosi oggi con cinque assoluzioni. Pasquale Bonavota era difeso dagli avvocati Francesco Muzzopappa e Tiziana Barillaro. Onofrio Barbieri e Francesco Fortuna erano invece assistiti dall'avvocato Sergio Rotundo. Gli altri difensori - per Domenico Bonavota e Antonio Patania - erano invece gli avvocati Enzo Gennaro, Nicola Cantafora, Salvatore Staiano e Luigi Gullo. Per Francesco Cacace, Maria Pezzo, Daniele Russo (difesi dall'avvocato Diego Brancia) e Giuseppina Cugliari, terzi destinatari della confisca dei beni, la Corte ha disposto al revoca dei beni in sequestro e la restituzione agli aventi diritto a mezzo della stessa polizia giudiziaria che aveva eseguito il sequestro.

L'accusa principale era quella di associazione mafiosa. La competenza della Corte d'Assise d'Appello derivava dal fatto che fra le contestazioni originarie del processo "Uova del drago" figurava pure quella relativa all'omicidio del boss di Maierato Raffaele Cracolici, detto "Lele Palermo", che sarebbe stato ucciso dal clan Bonavota per sbarazzarsi di uno scomodo concorrente nell'area industriale di Maierato. Tale accusa ha però retto al vaglio dei giudici solo per il collaboratore di giustizia, Francesco Michienzi, di Acconia di Curinga, ma non per i rimanenti componenti del clan Bonavota. In precedenza, quali esecutori materiali dell'omicidio di Raffaele Cracolici - commesso a Pizzo il 4 maggio 2004 -, erano stati prosciolti i vibonesi Andrea Mantella (da qualche settimana nuovo collaboratore di giustizia) e Francesco Scrugli (poi ucciso dal clan Patania di Stefanaconi nel marzo 2012 a Vibo Marina).
Provincia di Vibo Valentia e Comune di Sant’Onofrio figuravano parti civili nel processo.
g.b.
ESCLUSIVO | ‘Ndrangheta, Moscato: “Piscopisani e Bonavota volevano colpire i Patania” (AUDIO)
‘Ndrangheta: i contrasti all’interno del clan Bonavota e il ruolo di Di Leo (LEGGI QUI)
‘Ndrangheta: omicidio Di Leo, tutte le accuse ed i retroscena dell’inchiesta (LEGGI QUI)
‘Ndrangheta: il “profilo” di Francesco Fortuna e la genesi dell’inchiesta (LEGGI QUI)
Arresto latitante Fortuna nel 2008 costò dimissioni a Gaetano Ottavio Bruni (LEGGI QUI)
Omicidio Di Leo, Bombardieri: “Preso esecutore di un delitto efferato” (LEGGI QUI)
‘Ndrangheta: Cassazione annulla con rinvio assoluzioni clan Bonavota (LEGGI QUI)
‘Ndrangheta: omicidio Domenico Di Leo a Sant’Onofrio, un arresto (LEGGI QUI)
#FOCUS | ‘Ndrangheta: l’Antimafia ed i problemi irrisolti nel Vibonese
