'Ndrangheta: Cassazione annulla con rinvio assoluzioni clan Bonavota
Francesco Fortuna, arrestato questa notte per l'omicidio di Domenico Di Leo (consumato nel 2004), era rimasto coinvolto nell'operazione antimafia denominata "Uova del drago" scattata nell'ottobre del 2007 quando erano stati colpiti i vertici del clan Bonavota, indicati nei fratelli Pasquale e Domenico Bonavota, figli del defunto Vincenzo Bonavota, quest'ultimo ritenuto il fondatore dell'omonima "famiglia".

Condannato a 5 anni in primo grado per associazione mafiosa, Francesco Fortuna era stato poi assolto in appello con un successivo doppio annullamento con rinvio da parte della Cassazione. L'ultimo il 27 ottobre scorso quando la seconda sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio per un nuovo processo di secondo grado, dinanzi alla Corte d'Appello di Catanzaro, la sentenza assolutoria nei confronti del clan Bonavota di Sant'Onofrio, ritenuto fra i più influenti della 'ndrangheta nella provincia di Vibo Valentia.

E' stato così accolto il ricorso presentato dal sostituto procuratore generale di Catanzaro, Marisa Manzini, che ha impugnato le assoluzioni nei confronti del clan Bonavota decise con sentenza del 12 novembre 2014. Il procuratore generale della Cassazione si era espresso per il rigetto del ricorso della Procura generale di Catanzaro ritenendolo “inammissibile”.
La Corte ha invece deciso di accoglierlo e sarà pertanto da rifare in appello il processo per associazione mafiosa nei confronti dei fratelli Pasquale e Domenico Bonavota (figli del defunto boss Vincenzo Bonavota), Francesco Fortuna, Onofrio Barbieri ed Antonio Patania, ritenuti dalla Dda di Catanzaro organici al clan Bonavota. La Provincia di Vibo Valentia ed il Comune di Sant’Onofrio figurano quali parti civili nel procedimento. L'operazione antimafia contro il clan Bonavota, denominata “Uova del drago”, era scattata nel 2007 ad opera dell'allora pm della Dda di Catanzaro, Marisa Manzini.
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