Di GIOVANNI CARE*

Ma la maggioranza dov'è? Assistiamo a una nuova uscita pubblica del sindaco Romeo che, ormai circondato da malumori che neppure il recente rimpasto di giunta è riuscito a placare, sembra costretto a vestire i panni del "pompiere", tentando di spegnere un incendio politico sempre più difficile da contenere. Lo fa attraverso un intervento pubblico nel quale attribuisce all'opposizione il ruolo di artefice e cassa di risonanza di presunte ricostruzioni fantasiose sulla scarsa compattezza della maggioranza.
Una smentita che, però, finisce per assumere il sapore di una conferma. La temperatura all'interno di Palazzo Luigi Razza, non certo per l'arrivo dell'estate, appare infatti in costante aumento. E quando il clima interno diventa troppo caldo, il rischio è che qualcuno decida di uscire.
Non a caso, quale sarebbe la necessità di un gruppo consiliare, parte della maggioranza, di richiedere in solitaria un Consiglio comunale urgente, cercando tra l'altro sponda nell'opposizione, per mettere all'angolo la restante parte dell'amministrazione? Per un cittadino che segue le dinamiche politiche della nostra città, disilluso e sempre più distante dalla politica, la normalità sarebbe stata una riunione informale dei gruppi di maggioranza e, vista l'urgenza imposta dal tema, un'ampia convergenza sulla richiesta del Consiglio comunale da presentare congiuntamente.
Se su una maggioranza di ben 21 consiglieri sono arrivate solo le firme del suddetto gruppo promotore, c'è da domandarsi cosa ci sia dietro.
Nonostante ciò, il sindaco prova a spostare il dibattito sul campo avversario parlando di ricostruzioni fantasiose. Eppure ormai è difficile tenere il conto delle prese di posizione pubbliche provenienti dalle diverse anime della sua maggioranza, ciascuna pronta a rivendicare un proprio posizionamento, spesso distante dall'azione politica dello stesso primo cittadino.
Prima l'ex consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, protagonista e collante della coalizione del centro-sinistra guidata da Romeo alle ultime amministrative, del quale sono espressione il vicesindaco e ben due consiglieri comunali, intervenuto ai microfoni di Radio Onda Verde per chiedere un deciso cambio di passo. Poi il gruppo Democratici e Riformisti che, con un dribbling politico degno di nota, prima presenta la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale per trattare la questione di via Vespucci e successivamente, attraverso il proprio referente, chiede l'intervento della Prefettura al fine di varare una proposta alternativa, lasciando di fatto il sindaco spiazzato. Infine, fa rumore il silenzio dell'ala del PD locale e soprattutto del Movimento 5 Stelle, forza politica che, vale la pena ricordarlo, con non poche difficoltà nel 2024 fece convergere il proprio sostegno sul nome dell'attuale sindaco e che potrebbe presto richiedere maggiore attenzione al programma elettorale messo da parte dalle beghe di palazzo.
Non convince il tentativo di scaricare sull'opposizione la responsabilità di non essere parte attiva e propositiva nell'assise comunale. Proprio l'opposizione, infatti, ha risposto presente quando il sindaco ha chiesto un mandato forte e chiaro per affrontare la delicata questione della delocalizzazione dei depositi costieri. In quella circostanza il Consiglio comunale registrò una significativa convergenza tra maggioranza e opposizione: tutte le forze politiche, con senso di responsabilità, sostennero la necessità di aprire una battaglia istituzionale per immaginare un futuro diverso per Vibo Marina.
Eppure, nei mesi successivi, chiunque provasse a sollevare dubbi o a chiedere chiarimenti sull'evoluzione della vicenda veniva spesso accusato di "remare contro" gli interessi della città. In realtà, si cercava semplicemente di evidenziare come dagli atti pubblicamente disponibili non emergesse, in maniera esplicita, alcun obbligo giuridicamente vincolante per la Meridionale Petroli di delocalizzare i depositi entro quattro anni, come invece sostenuto pubblicamente dal sindaco.
Allo stesso modo, oggi l'opposizione non fa altro che prendere atto di difficoltà oggettive all'interno della maggioranza, basandosi su fatti concreti e documentati che sembrano allontanarsi dal concetto di unità tanto rivendicato dal primo cittadino.
Basti pensare alla proposta avanzata dai Democratici e Riformisti e trasmessa alla Prefettura: perché arriva solo adesso e non, vista la paventata unità, nelle sedi opportune quando l'amministrazione è stata chiamata a intervenire sulla questione? E soprattutto, è stata preventivamente condivisa con il sindaco prima di essere inviata alla Prefettura? Oppure, se davvero l'amministrazione si è presentata in maniera compatta ai tavoli decisionali più importanti, come sostiene Romeo, come si spiega che il nuovo Piano Spiaggia abbia ottenuto un parere favorevole, come riportato da fonti giornalistiche, unanime in Conferenza dei Servizi e che, contestualmente, autorevoli esponenti della stessa maggioranza abbiano avuto l'esigenza di prendere posizioni differenti?
Probabilmente il sindaco sa che questa unità d'intenti non esiste, tanto che i singoli esponenti della maggioranza colgono ogni occasione utile per prendere le distanze dall'azione amministrativa, ed è costretto a dire il contrario per mantenere gli equilibri.
Ciò che però preoccupa di più è che l'ultima crisi interna alla maggioranza abbia monopolizzato le energie dell'amministrazione per quasi la totalità dei due anni trascorsi dall'insediamento, trovando una momentanea soluzione soltanto con il rimpasto di febbraio. Oggi il rischio è che quello stesso stallo possa ripresentarsi.
Infatti, da quanto trapela dai corridoi di Palazzo Luigi Razza, c'è il forte rischio che si stiano utilizzando temi sensibili e importanti per il futuro della città, probabilmente dinanzi ai quali ci sono già stati errori e mancanze politico-amministrative proprio causate da queste divisioni, per ridisegnare nuovamente gli equilibri politici andando a coinvolgere assessorati importanti o addirittura il ruolo di vicesindaco.
Dunque vedremo, nel disinteresse totale del bene della città e dei cittadini, cosa ci riserverà questa calda estate e chi eventualmente sarà costretto a uscire; chissà, forse alla fine proprio il "pompiere", infastidito da chi gioca troppo con il fuoco.

*giovane studente di Vibo e già candidato al consiglio comunale con il terzo polo di Muzzopappa