Comune di Vibo, maggioranza senza numeri in Consiglio: l'opposizione parla di “crisi politica”
Centrodestra compatto contro la giunta Romeo dopo il caso dell’ordine del giorno sulla sicurezza di Vibo Marina. “Centrosinistra senza numeri e senza sintesi”, denunciano le opposizioni
Il confronto politico nell’ultima seduta del Consiglio comunale si trasforma in un nuovo fronte di scontro tra maggioranza e opposizione. I gruppi di centrodestra leggono quanto accaduto in aula come un segnale di debolezza dell’esecutivo guidato dal sindaco Enzo Romeo, soprattutto in relazione alla tenuta dei numeri su un tema considerato strategico come la sicurezza di Vibo Marina e i depositi petroliferi.
Nel comunicato unitario diffuso dalle forze di opposizione si legge:
«Il definitivo naufragio politico dell’amministrazione Romeo è andato in scena nell’aula del Consiglio comunale. La prova plastica dell’implosione di questa maggioranza è il clamoroso fallimento dell’ordine del giorno urgente, presentato dal gruppo dei “Democratici e Riformisti”, per affrontare la sicurezza di Vibo Marina in relazione ai depositi petroliferi: per un atto d’urgenza servono 11 firme, eppure, su ben 21 consiglieri di maggioranza, solo in 4 hanno firmato. Una coalizione che si boccia e si sabota da sola su un tema vitale per l’incolumità pubblica dimostra una totale e preoccupante incapacità di amministrare e di fare sintesi».
Al centro della contestazione c’è l’ordine del giorno urgente presentato dai Democratici e Riformisti. Secondo i gruppi di minoranza, il mancato raggiungimento del numero minimo di adesioni tra i consiglieri di maggioranza rappresenta un elemento politico significativo, che evidenzierebbe frizioni interne alla stessa coalizione di governo.
Le opposizioni sottolineano inoltre l’esistenza di dinamiche divergenti all’interno della maggioranza, con particolare riferimento alle iniziative sul Piano di emergenza esterno dei depositi della Meridionale Petroli. Il Partito Democratico, principale forza a sostegno del sindaco, avrebbe infatti avviato interlocuzioni e osservazioni autonome, segnale che per i gruppi consiliari sarebbe indice di un coordinamento politico non omogeneo.
Nel comunicato viene inoltre criticata la narrazione dell’attività amministrativa, accusata di enfatizzare interventi ordinari come risultati straordinari. «In questo contesto di profonda confusione gestionale, i roboanti annunci sulla programmazione della pulizia di fossi e torrenti sbandierati in questi giorni non sono altro che un paravento. Una “coperta” mediatica per distrarre l’opinione pubblica e nascondere i gravi problemi di incompetenza e la cronica assenza di una visione strategica. Nessuno critica la manutenzione, che è un atto ordinario e doveroso. Ciò che è inaccettabile è l’uso strumentale della normale amministrazione, trasformata in un evento straordinario per gettare fumo negli occhi dei cittadini e coprire i ritardi su tutto il resto», si legge ancora nella nota.
Le opposizioni elencano poi una serie di criticità attribuite all’amministrazione: difficoltà nell’intercettare finanziamenti e tradurli in progetti concreti, ritardi nelle periferie e nelle frazioni, e una crescente distanza tra cittadini e istituzioni. A ciò si aggiunge una macchina comunale definita “ingessata”, assorbita da dinamiche interne e continui riassetti politici e amministrativi.
Nel documento viene richiamata anche la posizione di Antonio Lo Schiavo, che aveva sollecitato un rilancio dell’azione amministrativa, rimasto – secondo l’opposizione – inascoltato.
A chiudere la presa di posizione è la compattezza del fronte di minoranza: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Cuori Vibonesi, Noi Moderati e Identità Territoriale parlano con una sola voce e chiedono un cambio di passo immediato, avvertendo che le tensioni interne alla maggioranza non possono ricadere sull’azione di governo della città.
