Si è chiuso con un quadro articolato di condanne, assoluzioni, prescrizioni e un non luogo a procedere il processo di primo grado celebrato con rito ordinario nell'ambito dell'operazione "Karpanthos", l'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha acceso i riflettori sulle presunte attività criminali sviluppatesi tra la Presila catanzarese, il Crotonese e alcune regioni del Nord Italia.

La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale collegiale di Crotone, che ha esaminato le posizioni di quindici imputati coinvolti nell'inchiesta. Secondo l'impostazione accusatoria, il procedimento riguardava una presunta struttura criminale riconducibile alla 'ndrangheta e un'organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, con interessi estesi tra Calabria, Lombardia, Liguria e Piemonte.

Le condanne

Il collegio giudicante ha inflitto le seguenti pene:

  • Giuseppe Colosimo (Petronà): 3 anni e 6 mesi di reclusione e 4.800 euro di multa;
  • Alessandro Cropanese (Catanzaro): 4 anni e 10 mesi di reclusione e 17 mila euro di multa;
  • Pietro Paolo Scalzi, detto "Piero" o "Rapino" (Petronà): 4 anni e 6 mesi di reclusione e 2 mila euro di multa;
  • Antonio Scerbo (Isola Capo Rizzuto): 3 anni di reclusione e 9 mila euro di multa;
  • Rosario Severini (Borgia): 4 anni e 2 mesi di reclusione;
  • Giuditta Gaglione (Crotone): 1 anno di reclusione con pena sospesa;
  • Giulietta Ascone (Polistena): 6 anni di reclusione e 2.500 euro di multa.

Gli imputati assolti

Per quattro imputati è stata pronunciata sentenza assolutoria:

  • David Berlingieri (Petronà);
  • Venanzio Scalzi (Petronà);
  • Luciano Ascone (Cinquefrondi);
  • Giovanni Greco (Catanzaro).

Reati dichiarati prescritti

Il Tribunale ha dichiarato estinti per intervenuta prescrizione i reati contestati a:

  • Angelo Elia (Cerva);
  • Giovanni Antonio Evalto (Seminara);
  • Leonardo Zoffreo (Cutro).

Non luogo a procedere

È stato invece dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di:

  • Francesco Serrao, per morte dell'imputato.

L'inchiesta "Karpanthos", sviluppata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, aveva ipotizzato l'esistenza della cosca "Carpino" di Petronà e del gruppo criminale alleato operante a Cerva, ritenuti attivi in numerosi settori illeciti, dalle estorsioni al traffico di stupefacenti, passando per rapine, riciclaggio e intestazioni fittizie di beni.

Le investigazioni, supportate da intercettazioni, attività di osservazione e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, avevano inoltre delineato collegamenti con territori del Nord Italia e presunti interessi nel traffico di cocaina e marijuana attraverso canali di approvvigionamento riconducibili alle aree di Cutro e Mesoraca.

La sentenza di primo grado chiude uno dei filoni processuali dell'operazione. Un altro troncone dell'inchiesta, definito con rito abbreviato, si era già concluso con numerose condanne e alcune assoluzioni.