Colpo ai clan di Laureana di Borrello. Scatta la seconda fase dell'operazione "Lex" con l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip distrettuale di Reggio Calabria

I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno eseguito in tutta Italia 42 misure cautelari (40 arresti, anche un avvocato e un ex assessore comunale, e 2 divieti) nei confronti di altrettanti indagati ritenuti presunti appartenenti al sodalizio 'ndranghetista di Laureana di Borrello. Colpiti i clan Ferrentino-Chindamo e Lamari. Si tratta della naturale prosecuzione dell'operazione "Lex", condotta dai carabinieri lo scorso 3 novembre con i fermi disposti dalla Dda di Reggio Calabria (LEGGI QUI: Ndrangheta: operazione "Lex", i NOMI dei fermati e delle società sequestrate e QUI: Ndrangheta, operazione Lex: quattro indagati lasciano il carcere. Due in Calabria).

Angelo Lamari

Il gip, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha emesso le misure cautelari, 33 in carcere, 7 ai domiciliari e 2 al divieto di dimora. Vi è un solo ricercato, che era già irreperibile dallo scorso 3 novembre. Tra gli arrestati (ai domiciliari) compaiono nuovi indagati, destinatario degli arresti domiciliari vi è un avvocato del Foro di Milano, ma di origini calabresi. Si tratta di Domenico Chindamo, nei confronti del quale, e sulla scorta delle prove acquisite durante una perquisizione eseguita nella prima operazione, sarebbero emersi gravi indizi. Il legale si sarebbe “prestato ad assecondare le istanze criminali della cosca Ferrentino”. Gli inquirenti sostengono che nonostante l’avvocato non fosse affiliato alla cosca, avrebbe comunque agevolato la ‘ndrina creando una ditta di import-export, la “United Seed’s Keepers”, con sede a Milano e Roma, sequestrate perché si ritiene intestata prestanomi. Secondo l'accusa l’azienda avrebbe gestito e canalizzato il traffico di stupefacenti dalla Colombia e l’India verso il mercato nazionale.

Le accuse (LEGGI QUI: Ndrangheta: operazione “Lex 2”, ecco tutti gli arrestati e le singole accuse (FOTO) )per gli altri indagati ed arrestati sono, a vario titolo, quelle di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, danneggiamenti, lesioni personali gravi, frode sportiva, intestazione fittizia di beni, incendio, con l'aggravante, per taluni, di aver agito con metodo mafioso.

Vincenzo Lainà

Il gip ha emesso la misura di custodia cautelare in carcere per Vincenzo Lainà, già assessore con delega al "verde pubblico, agricoltura, manutenzione, tradizione, servizio idrico, servizi demografici, viabilità, fiera ed artigianato" del Comune di Laureana di Borrello, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. (LEGGI QUI: Ndrangheta: le influenze dei clan sul Comune di Laureana e sulla politica e QUI: Ndrangheta: operazione "Lex" a Laureana di Borrello, coinvolto assessore comunale).

Marco Ferrentino

L'operazione è la conclusione di una delle più penetranti inchieste della Dda di reggio calabria sugli affari dei clan di Laureana di Borrello, capaci di estendere la loro ingerenza anche sul mondo del calcio (LEGGI QUI: Ndrangheta: operazione "Lex" gli interessi dei clan anche sul calcio) e di intrecciare affari e relazione pure con la 'ndrangheta vibonese (LEGGI QUI: Ndrangheta: il pentito Andrea Mantella e i legami fra i clan di Vibo e Laureana).  Il provvedimento, emesso su richiesta della Dda di Reggio è stato eseguito anche a Milano, Pavia e Cremona, quindi pure nelle Case Circondariali di Vibo Valentia, Nuoro, Spoleto, Tolmezzo, Cagliari, Melfi e Frosinone.

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