L'ordinanza è stata emessa dal gip distrettuale su richiesta della Dda di Reggio Calabria che ha colpito i clan di Laureana di Borrello

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip distrettuale di Reggio Calabria nei confronti di:

Alessandro Ferrentino, (classe 1973). Per gli inquirenti: “capo, promotore ed organizzatore dell’omonima cosca, con dote non inferiore al “vangelo”, con compiti di decisione, pianificazione ed individuazione delle azioni delittuose da compiere. In particolare, seppur detenuto, si relazionava col fratello Marco affinché quest’ultimo portasse a termine gli obiettivi criminali della cosca, impartendo le direttive mafiose per la cura degli interessi della cosca nel settore delle armi e della droga, intessendo alleanze anche con le altre articolazioni territoriali, della ‘ndrangheta nelle province calabresi”.

 

M. Ferrentino

Marco Ferrentino, (1980). Per gli inquirenti:col ruolo “reggente” della associazione, con dote non inferiore a “padrino”, quale rappresentante sul territorio del fratello detenuto Alessandro, capo dell’omonima consorteria”;

 

Alberto Chindamo

Alberto Chindamo, (1988). Per gli inquirenti:col ruolo di capo, promotore ed organizzatore della associazione, con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere e con compiti operativi nel settore delle armi e danneggiamenti, deputato tra l’altro a tenere i rapporti con le figure apicali delle altre articolazioni territoriali della ‘ndrangheta”;

 

Alla Bielova

Alla Bielova, (1989). Per gli inquirenti: compagna e ‘consigliore’ del reggente durante la sua permanenza a Voghera, partecipe alla cosca Chindamo-Ferrentino, con il compito di mantenere rapporti con tutti gli affiliati alla cosca domiciliati a Voghera;

 

A. Ferrentino

Alessio Ferrentino, detto “u stuccaru” (1978). Per gli inquirenti: partecipe alla cosca Chindamo-Ferrentino, diretto esecutore degli ordini impartiti dal capo cosca Ferrentino Marco, compiendo atti ritorsivi nei confronti di chiunque non si atteneva al rispetto delle direttive impartite e con compiti operativi nel settore dei danneggiamenti e delle estorsioni”;

F. Ferrentino

Francesco Ferrentino detto “u Zassu”, (classe ’90). Per gli inquirenti: partecipe alla cosca Chindamo-Ferrentino, con compiti operativi nel settore delle sostanze stupefacenti e delle armi e quale esecutore degli ordini impartiti dal capo, partecipando attivamente ad atti ritorsivi e ad azioni di sangue”;

Giuseppe Di Masi, (classe ’88). Per la Dda partecipe alla cosca Chindamo-Ferrentino, con il ruolo di gestore, nell’interesse del clan, dell’impresa denominata “Dimasi Costruzioni di Lamanna Francesco”, con sede a Voghera, intestata fittiziamente a Lamanna Francesco, nonché della ditta “Dimafer di Ferrentino Francesco”, sempre con sede a Voghera, utilizzata dalla cosca principalmente quale copertura per giustificare le entrate illecite della stessa ‘ndrina. Gestore altresì della ditta di import-export di riso “United Seed’s Keepers S.r.L.”, riconducibile alla cosca, utilizzata, anche e soprattutto, per agevolare lo spaccio di droga anche a livello internazionale”;

Giuseppe Pititto

Giuseppe Pititto, (classe ’75). Per gli inquirenti:partecipe alla cosca Chindamo-Ferrentino, rappresenta il “volto imprenditoriale” della cosca con il compito di gestire nell’interesse della stessa una edicola a Vibo Valentia; occupandosi altresì dell’alterazione del normale risultato delle dispute calcistiche interessanti la squadra di calcio del Polisportivo Laureanese nonché dell’esecuzione di danneggiamenti anche a mezzo incendio, accertati nel corso dell’indagine in questione;

Josè Signorello, (classe ’87). Per gli inquirenti:organico alla famiglia di ‘ndrangheta, con il compito di dare immediata esecuzione agli ordini impartiti dal boss Ferrentino Marco e suo “consigliore” nelle operazioni di avvio di nuove attività imprenditoriali, oltre che referente della ‘ndrina in Svizzera. Inoltre titolare del potere di mantenere rapporti e relazioni criminali con esponenti di altre articolazioni territoriali della ndrangheta, quali i Molè di Gioia Tauro, Bellocco e Pesce di Rosarno (allo stato irreperibile)”.

Giovanni Sibio

Giovanni Sibio, (classe ’89). Accusato di essere "membro effettivo della cosca Chindamo-Ferrentino, con compiti operativi nel settore delle armi essendo l’armiere della consorteria, prendeva parte a riunioni di ‘ndrangheta anche fuori provincia con esponenti di altre articolazioni territoriali della medesima associazione. Era altresì referente della coltivazione e vendita delle sostanze stupefacenti".

S. Monea

Salvatore Monea, (classe ’74). Per la Dda: “con la carica di “picciotto di giornata”ed il compito di mantenere rapporti stabili di frequentazione con la figura apicale Ferrentino Marco, eseguendo e fungendo da “portavoce” con altri affiliati e da esecutore materiale di gravi episodi delittuosi di matrice intimidatoria”;

A. Lamanna

Antonello Lamanna, (classe ’75). Per gli inquirenti: intestatario fittizio delle attività commerciali della ‘ndrina, organicamente inserito nel sodalizio, con il ruolo ulteriore di veicolare messaggi afferenti l’organizzazione della cosca”;

 

V. Piromalli

Vincenzo Piromalli, (classe ’69). Per gli inquirenti: “partecipe alla cosca Chindamo-Ferrentino imperante in Laureana di Borrello e zone limitrofe, con il compito di mantenere rapporti stabili di frequentazione con la figura apicale Ferrentino Marco e altri subordinate quali quella di Lamanna Antonello e Pititto Giuseppe; con compiti operativi nel settore degli stupefacenti e dei danneggiamenti, avendo concorso nel danneggiamento a colpi d’arma da fuoco in data 24 maggio 2014 ai danni dell’attività commerciale di Muratore Alberto”;

M. Bevilacqua

Mario Bevilacqua, (classe ’72). Per gli inquirenti: “organicamente inserito nella cosca Chindamo-Ferrentino con compiti operativi nel settore delle armi e della droga, nonché in qualità di unico soggetto deputato alla gestione degli animali del reggente della cosca Marco Ferrentino (già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari)”;

Fabio Aschei

Fabio Aschei, (classe ’61). Per gli inquirenti: “con compiti operativi nel settore degli stupefacenti e partecipazione attiva al disbrigo di tutte le pratiche burocratiche per la costituzione della ditta mafiosa denominata United Seed’s Keepers (nelle mani interamente del capo cosca Ferrentino Marco), fondata con la sola finalità (e comunque con la principale) di consentire all’organizzazione di stampo mafioso di importare, occultata nel riso, droga”;

Pasquale Di Masi, (classe ’86). Per gli inquirenti: quale partecipe alla cosca Chindamo-Ferrentino con compiti operativi prevalenti nel settore degli stupefacenti e con quello di mantenere rapporti stabili di frequentazione con la figura apicale Ferrentino Marco e altri subordinate quali quella del fratello Giuseppe e di Ferrentino Francesco classe ’80”;

Mezzasalma

Fabio Mezzasalma, (classe ’63) Per la Dda operante, in area Milanese, principalmente nel settore degli stupefacenti, partecipava attivamente al disbrigo di tutte le pratiche burocratiche per la costituzione della ditta mafiosa denominata United Seed’s Keepers al fine di consentire all’organizzazione mafioso di importare, occultata nel riso, droga”;

A. Marafioti

Albino Marafioti, (classe ’85). Per gli inquirenti: sodale dei Ferrentino con compiti operativi nel settore degli stupefacenti, deputato nell’interesse dell’organizzazione criminale di appartenenza, alla vendita al dettaglio di cocaina, marijuana e haschish nel territorio di Galatro e alla movimentazione di armi, fornendo altresì appoggio con la messa a disposizione di tutti gli affiliati di un capannone sito in Voghera, formalmente intestato alla coniuge Panigo Marina, di fatto adibito a sede, sociale delle ditte mafiose Dimasi Costruzioni di Giuseppe Dimasi, Dima Costruzioni s.r.l. di Lamanna Francesco, Dimafer di Ferrentino Francesco”;

Diego Freitas De Siqueira, (classe ’86). Per gli inquirenti: quale partecipe alla cosca Chindamo-Ferrentino, manteneva i contatti dalla Lombardia con la cosca per il tramite di Ferrentino Francesco, operando altresì nel settore degli stupefacenti quale custode della droga e garante della distribuzione nel territorio Pavese. (allo stato non “in vinculis”);

William Comi. Per gli inquirenti: quale partecipe alla Cosca Ferrentino con compiti operativi nel settore della vendita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana per conto del sodalizio.

Arresti domiciliari:

A. Di Giglio

Antonino Di Giglio alias “u liraru”, (classe ’75). Per gli inquirenti: organico alla cosca Chindamo, col compito di mantenere rapporti con i politici locali, soprattutto Lainà Vincenzo (assessore ai lavori pubblici del Comune di Laureana di Borrello) e Digiglio Antonino detto “Topazio” (ex vice sindaco con delega all’assessorato all’urbanistica, territorio e viabilità rurale e, dal febbraio 2016, assessore al bilancio del Comune di Laureana) al fine di ottenere “corsie preferenziali” nell’aggiudicazione di appalti pubblici; infatti in qualità di intestatario fittizio della ditta edile DG Lavori e Costruzioni, di fatto riconducibile anche al capo cosca Ferrentino Marco, socio occulto, riusciva ad aggiudicarsi, nell’ultimo semestre dell’anno 2015, dei lavori di manutenzione della struttura sportiva di Laureana e dei lavori di riparazione delle buche lungo la strada Candidoni-Laureana di Borrello;

T. Pettè

Tiziana Petté, (classe ’81), moglie del presunto “reggente” Marco Ferrentino. Per gli inquirenti: organicamente inserita all’interno della ‘ndrina Chindamo- Ferrentino, con il compito di gestire le attività illecite, in rappresentanza del coniuge durante i periodi di lontananza dello stesso dal territorio laureanese”.

Cosca Lamari, ordinanza di Custodia cautelare in carcere: 

Rocco Lamari, classe ’65. Per gli inquirenti: al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale - attribuiva fittiziamente a Napoli Claudio e Prossomariti Andrea, la titolarità della ditta denominata “N.P. Lavori e Costruzioni s.n.c. di Napoli Claudio e Prossomariti Andrea”, sedente a Bellantone di Laureana di Borrello, in via CampoSportivo s.n.c., in realtà riconducibile allo stesso”.

Vincenzo Lamari

Vincenzo Lamari alias Enzo, classe ’68. Per gli inquirenti: con la dote di “santista”, nel ruolo di capo, promotore ed organizzatore della associazione, con compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni delittuose da compiere. In particolare, qualificabile come capo carismatico dell’omonima cosca, principale punto di riferimento degli altri sodali, coordinava le attività illecite distribuendone i relativi proventi ai sodali e gestendo “la cassa comune”;

Angelo Lamari

Angelo Lamari, classe ’67. Per gli inquirenti: nel ruolo di capo, promotore ed organizzatore della associazione, con compiti di decisione e gestione, per il tramite del genero Mastroianni Fabio, di immobili di ingente valore in provincia di Varese, nonché di attività imprenditoriali in Calabria e in Lombardia, fittiziamente intestate a terzi prestanomi. Egli è peraltro reale proprietario della squadra di calcio denominata Polisportiva Laureanese, atteso l’intervento riscontrato dalle indagini sulle dirigenze delle squadre rivali per “truccare” gli esiti delle competizioni calcistiche”;

Fabio Mastroianni

Fabio Mastroianni, classe ’87. Per gli inquirenti: partecipe alla cosca Lamari e deputato a curare gli interessi economici del suocero Lamari Angelo, con il compito di gestire il complesso immobiliare di cui era proprietario “occulto; operativo anche nel settore degli stupefacenti, alcune partite dei quali venivano occultate nelle slot machines di esercizi commerciali ubicati in Laureana quale componente di gruppi armati per compiere spedizioni punitive; nonché con il ruolo di intestatario fittizio della società agricola denominata Demetra s.r.l. con sede Laureana di Borrello”;

Francesco Lamanna, classe ’86. Per gli inquirenti: soggetto inizialmente vicino ai Chindamo Ferrentino, di cui era intestatario fittizio della ditta edile Dima Costruzioni, è poi passato con la cosca Lamari svolgendo compiti operativi anche nel settore delle armi oltre, peraltro, essere addetto al controllo del territorio, nella veste di “picciotto di giornata”, delegato a riferire al capo Lamari Enzo gli spostamenti sul territorio anche dei componenti della cosca contrapposta”;

M. Lamari

Mattia Lamari, classe ’97, figlio di Angelo. Per gli inquirenti: deputato a curare gli interessi economici del padre, cogestendo il supermercato “il Quadrifoglio”, con sede a Laureana e di cui Lamari Angelo era proprietario occulto”;

Claudio Napoli, classe ’76. Per gli inquirenti: ritenuto “volto imprenditoriale” della cosca Lamari quale intestatario fittizio dell’azienda edile denominata “NP Costruzioni di Napoli Claudio e Prossomariti Andrea”, società mafiosa di cui è proprietario di fatto Lamari Rocco ed aggiudicataria diretta e/o indiretta di numerose commesse pubbliche da parte del Comune di Laureana di Borrello. Il Napoli è risultato essere altresì trait d’union tra la cosca e la politica, curando i rapporti con amministratori locali, tra cui il vice Sindaco Trapasso Giuseppe”;

A. Prossomariti

Andrea Prossomariti, classe ’73. Per gli inquirenti: anch’egli altro “volto imprenditoriale” della cosca nel ruol di intestatario fittizio dell’azienda edile denominata “NP Costruzioni di Napoli Claudio e Prossomariti Andrea”, oltre che in qualità di Presidente della società calcistica denominata Polisportiva laureanese, di fatto di proprietà di Lamari Angelo”.

Concorrenti esterni dei clan di Laureana Di Borrello, Custodia cautelare in carcere:

V. Lainà

Vincenzo Lainà, classe ’63. Per gli inquirenti: perché pur non facendo parte dell'associazione criminale, forniva un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo alla cosca Chindamo-Ferrentino, come referente politico del sodalizio”;

Arresti domiciliari:

Marina Panigo

Panigo Marina, classe ’59. Per gli inquirenti: inserita nella cosca Chindamo-Ferrentino, con compiti operativi, in particolare nell’area Lombarda, nel settore degli stupefacenti e col ruolo di intestaria fittizia di aziende riconducibili alla cosca ed in particolare della ditta denominata United Seed’s Keepers costituita peraltro al solo scopo (e comunque con il principale) di consentire all’organizzazione di stampo mafioso di importare, occultata nel riso”;

avvocato Chindamo Domenico, classe ’70. Per gli inquirenti: inserito nella cosca Chindamo-Ferrentino, nella veste di legale consigliere della ndrina circa la tipologia di società da scegliere ed offertosi di curare e svolgere, nella consapevolezza della fittizia intestazione a Panigo Marina (34%) e Tencaioli Claudia Maria (66%), tutti gli incombenti per la regolare costituzione di una società di import-export, finanche mettendo a disposizione la sede del suo studio legale quale sede legale della costituenda ditta denominata United Seed’s Keepers s.r.l, da impiegare nel trasporto di sostanza stupefacente”.

Soggetti ritenuti vicini alle cosche Lamari e Chindamo-Ferrentino, custodia cautelare in carcere:

N. Papandrea

Natale Papandrea, classe ’91. Per gli inquirenti: con la finalità di agevolare la cosca di appartenenza e con metodo mafioso, deteneva e portava in luogo pubblico, in concorso con terze persone affiliate, armi comuni da sparo al fine di commettere il reato di danneggiamento della saracinesca della macelleria di Muratore Alberto, a Laureana di Borrello”;

P. Pettè

Pasquale Pettè, classe ’67, cugino della moglie del presunto reggente. Per gli inquirenti: diretto esecutore degli ordini impartiti dal capo cosca, compiva atti ritorsivi nei confronti di chiunque non si atteneva al rispetto delle direttive impartite e con compiti operativi nel settore dei danneggiamenti e delle estorsioni”;

F. A. Ciancio

Francesco Antonio Ciancio, classe ’95. Per gli inquirenti: con la finalità di agevolare la cosca di appartenenza e con metodo mafioso, deteneva e portava in luogo pubblico, in concorso con terze persone affiliate, armi comuni da sparo al fine di commettere il reato di danneggiamento della saracinesca della macelleria di Muratore Alberto, Laureana di Borrello”;

M.Oppedisano

Maurizio Oppedisano, classe ’81. Per gli inquirenti: con metodo mafioso, deteneva e portava in luogo pubblico, un’arma comune da sparo al fine di commettere il reato di danneggiamento a colpi da fuoco dell’autovettura in uso a Ganino Alfonso “reo” di non avergli consentito di avere un rapporto sessuale con la convivente”;

Arresti domiciliari

F. Zito

Felice Zito, classe ’91. Per gli inquirenti: soggetto vicino alla cosca Lamari, deteneva e portava in luogo pubblico, mostrandola prima ad un soggetto non identificato e successivamente all’amico Mandaglio Andrea, un’arma comune da sparo, con l’aggravante dell’agevolazione della cosca Lamari”;

Celeste Cordiani, classe ’85. Per gli inquirenti: deteneva ed effettuava in concorso con correo cessioni di quantitativi imprecisati di sostanze stupefacenti a soggetti non identificati, prelevando la droga in un vano, sede del contatore dell’acqua, esterno all’abitazione del correo Marafioti, conl’aggravante dell’agevolazione dell’associazione mafiosa “Chindamo-Ferrentino” di Laureana di Borrello”.

Gianfranco Bruzzese, classe ’79. Per la Dda al fine di agevolare la cosca Lamari di Laureana di Borrello, risultava intestatario fittizio della società agricola denominata Demetra s.r.l. con sede Laureana di Borrello”.

Divieto di dimora nel comune di Laureana di Borrello

A. Mandaglio

G. Mandaglio

Andrea Mandaglio, classe ’95. Per gli inquirenti: “deteneva un’arma da fuoco. Con l’aggravante dell’agevolazione della cosca Lamari. Con l’aggravante dell’agevolazione della cosca Lamari”.

Giovanni Mandaglio, classe ’93. Per gli inquirenti: soggetto vicino alla cosca Lamari deteneva una canna di fucile calibro 16 e, in concorso con Mandaglio Andrea, presso l’abitazione del nonno, ma nella loro disponibilità e luogo di abituale dimora, deteneva in un armadio due pistole lanciarazzi, munizioni e materiale esplodente (circa due chili di polvere da sparo).

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