Le consorterie criminali di Laureana di Borrello si sarebbero inserite anche nel mondo del pallone attraverso la squadra partecipante al campionato di Promozione

Anche il mondo del calcio sarebbe stato nel "mirino" del clan Lamari di Laureana di Borrello. In particolare, il clan avrebbe ‘manipolato’ le partite di calcio inserendosi nella gestione della società Polisportiva Laureanese inserita nel campionato di calcio di Promozione girone "B", con episodi di combine dei risultati di almeno due incontri di calcio. Per ottenere tutto ciò e falsare i risultati delle partite di calcio, secondo gli inquirenti della Dda di Reggio Calabria il clan sarebbe ricorso a minacce aggravate dal metodo mafioso, facendosi forza della fama della consorteria attiva sul territorio di Laureana di Borrello.

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Entrambi gli incontri contestati si sono svolti nel 2015. Il primo episodio riguarda una partita contro l'Aprigliano, squadra del Cosentino. Nell'incontro d'andata, ad Aprigliano, uno dei Lamari, che ha un ruolo nella dirigenza della Polisportiva, fu schiaffeggiato durante una rissa in campo da alcuni ultrà della squadra di casa. Data la "gravità" del gesto, ha spiegato il maggiore Cinnirella, la Laureanese fu fatta vincere per 6-0 nella partita di ritorno. L'altra partita sotto accusa è stata disputata dalla squadra di Laureana contro una formazione di Lamezia Terme (Cz), il Fronti che - secondo l'accusa - non si è presentata in campo nel secondo tempo a seguito delle minacce subite.

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