Inchiesta “Doppia Curva”, nei verbali del pentito spunta un omicidio nel Vibonese (NOMI e DETTAGLI)
Nei verbali consegnati alla Dda il collaboratore racconta un episodio avvenuto in provincia di Vibo e sui collegamenti tra la 'ndrangheta e il tifo organizzato
L'inchiesta "Doppia Curva" continua ad aprire nuovi scenari investigativi e, ancora una volta, conduce fino alla Calabria. Nei verbali resi ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Milano da Marco Ferdico, ex dirigente della Curva Nord dell'Inter e oggi collaboratore di giustizia, compare infatti anche il nome di Pietro Antonio Simoncini, originario di Soriano Calabro e già coinvolto nel procedimento relativo all'omicidio dello storico capo ultrà Vittorio Boiocchi.
Le dichiarazioni, anticipate dal Corriere della Sera, sono state rese il 30 maggio scorso ai pubblici ministeri Stefano Ammendola e Paolo Storari, insieme al sostituto procuratore nazionale antimafia Giovanni Musaró. Si tratta di uno dei primi interrogatori dopo la decisione di Ferdico di collaborare con la magistratura, seguendo la strada intrapresa in precedenza dall'ex capo della Curva Nord Andrea Beretta.
Uno dei passaggi che ha attirato maggiormente l'attenzione degli investigatori riguarda proprio Soriano Calabro. Secondo quanto messo a verbale, quando si sarebbe discusso dell'omicidio di Boiocchi, Ferdico avrebbe chiesto a Simoncini se avesse esperienza in azioni di quel tipo. Sempre secondo il racconto del collaboratore di giustizia, Simoncini avrebbe risposto di aver avuto un ruolo, in qualche modo, in un omicidio avvenuto a Soriano. In un momento successivo, però, dopo il delitto Boiocchi, avrebbe ridimensionato quella versione, precisando di non aver esploso colpi d'arma da fuoco ma di essersi limitato ad accompagnare gli esecutori del delitto. Si tratta di dichiarazioni che dovranno essere riscontrate e che, allo stato, rappresentano esclusivamente il contenuto delle dichiarazioni del collaboratore.
Il riferimento a Soriano Calabro rafforza il collegamento tra l'inchiesta milanese e la provincia di Vibo Valentia, territorio che era già emerso nelle indagini sul sistema di relazioni tra ultras e criminalità organizzata. Lo stesso Ferdico, infatti, non è un nome nuovo per gli investigatori calabresi. Già nel 2020 il suo profilo era stato esaminato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nell'ambito di approfondimenti sui presunti rapporti con la cosca Emanuele-Idà delle Preserre vibonesi. Secondo gli inquirenti, i contatti con ambienti criminali calabresi non sarebbero stati occasionali, ma caratterizzati da una presenza frequente dell'ex ultrà nel territorio e da rapporti ritenuti stabili.
In precedenti attività investigative, inoltre, Ferdico era stato indicato come uno dei soggetti ritenuti vicini alla rete di approvvigionamento e distribuzione di sostanze stupefacenti tra la Calabria e Milano, un aspetto che gli investigatori considerano funzionale ai rapporti instaurati con esponenti della criminalità organizzata.
Le nuove dichiarazioni si inseriscono nel filone investigativo che, dal blitz del settembre 2024, ha portato a numerosi arresti e a diversi processi ancora in corso per associazione per delinquere, alcuni contestati con l'aggravante mafiosa, oltre ai reati di omicidio e tentato omicidio. L'obiettivo della Procura di Milano è ricostruire i presunti intrecci tra il tifo organizzato, gli interessi economici legati alla gestione della Curva Nord e le infiltrazioni della 'ndrangheta.
I verbali depositati contengono ancora numerosi omissis e saranno ora sottoposti a un'attenta attività di verifica da parte degli inquirenti. Anche le dichiarazioni riguardanti Simoncini e il presunto episodio richiamato a Soriano Calabro dovranno trovare eventuali riscontri investigativi prima di poter assumere un valore probatorio nel procedimento.
