'Ndrangheta nel Vibonese: raffica di assoluzioni (NOMI)
La Corte d'Appello dichiara inammissibile l'impugnazione del pm per un vizio nel deposito telematico. Respinta anche la richiesta di rimessione in termini

Un passaggio processuale destinato a pesare sull’intero impianto del maxi-procedimento Maestrale-Olimpo-Imperium segna una svolta inattesa nel giudizio d’appello nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La Terza sezione penale della Corte d’Appello ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Pubblico ministero contro la sentenza del 20 marzo 2025 emessa dal Gup nel rito abbreviato, confermando di fatto le assoluzioni – totali o parziali – per 35 imputati.
La decisione, assunta dal collegio presieduto da Antonio Battaglia con i giudici Antonio Giglio e Carlo Fontanazza, accoglie l’eccezione preliminare sollevata dagli avvocati Sergio Rotundo e Michelangelo Miceli, poi condivisa dal resto del collegio difensivo.
Il nodo centrale riguarda le modalità di deposito dell’atto di appello: secondo i giudici, dal 31 marzo 2025 gli atti del Pubblico ministero nei procedimenti definiti con rito abbreviato devono essere trasmessi esclusivamente tramite il portale del processo penale telematico, pena l’inammissibilità. Nel caso specifico, l’impugnazione risulta invece presentata con modalità non conformi alla normativa vigente.
La Corte ha inoltre respinto la tesi della Procura sul cosiddetto “doppio binario” e la richiesta subordinata di rimessione in termini, ritenendo insussistenti i presupposti del caso fortuito o della forza maggiore.
La pronuncia incide su tutte le posizioni coinvolte nell’appello, tra cui Pasquale Anastasi, Rocco Anello, Tommaso Anello, Vincenzo Barba, Domenico Bartone, Vincenzo Calafati, Maria Vittoria Errigo, Antonio Facciolo, Claudio Fiumara, Giacomo Franzoni, Michele Galati, Ottavio Galati, Salvatore Domenico Galati, Carmine Il Grande, Egidio Il Grande, Francesco La Rosa, Alfonso Luciano, Antonio Mancuso, Domenico Mancuso, Francesco Mancuso alias “Bandera”, Giuseppe Mangone, Andrea Mantella, Paolo Mercurio, Gaetano Molino, Salvatore Morelli alias “l’Americano”, Salvatore Palmieri, Domenico Polito alias “Ciota”, Giuseppe Prostamo alias “Ciopane”, Umberto Pugliese, Demetrio Putortì, Giuseppe Raguseo, Francesco Sabatino, Davide Surace, Diego Surace e Antonio Massimiliano Varone detto “U Cagnolu”. Per tutti resta dunque ferma la sentenza di primo grado.
