Nel pomeriggio.Nessun provvedimento per il 19enne che avrebbe accompagnato i due giovani sul luogo del delitto

di MIMMO FAMULARO

Il silenzio avvolge le indagini sull'omicidio di Francesco Lamberti Prestia, il sedicenne di Mileto ucciso nelle campagne della frazione di Calabrò a colpi di pistola dall'amico e quasi coetaneo Alex, figlio di un noto pregiudicato del luogo. La Procura dei minori di Catanzaro ha imposto il silenzio stampa e vige dunque il massimo riserbo sull'attività investigativa condotta dai carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, unitamente ai militari della Stazione di Mileto. Molti dubbi saranno chiariti al termine dell'autopsia disposta sul corpo di Francesco Lamberti Prestia e che sarà eseguita nel pomeriggio dal medico legale Katiuscia Bisogni. All'esame autoptico assisterà anche il legale della famiglia Prestia, l'avvocato Francesco Sabatino. Secondo fonti investigative, la vittima sarebbe stata colpita da tre colpi di pistola in organi vitali, al petto e alla testa. Pare sia stata trovata nell'uliveto con le mani in tasca, una circostanza che escluderebbe una colluttazione e che alimenterebbe ulteriori dubbi. 


La terza persona. La notizia dell'ultim'ora è che la Procura della Repubblica di Vibo Valentia non ha adottato alcun provvedimento nei confronti del diciannovenne di Paravati, D. E., che si è presentato ieri sera in caserma per rendere dichiarazioni spontanee. Fino a tarda notte è stato sentito dagli inquirenti e quindi mandato a casa. Si tratterebbe del ragazzo che ha accompagnato sul luogo del delitto la vittima ed il suo assassino. Secondo quanto trapelato il diciannovenne avrebbe sostanzialmente confermato la versione fornita dal minorenne che, a sua volta, aveva riferito ai magistrati di una lite degenerata in tragedia. In pratica i due si sarebbero incontrati nella zona di campagna per un chiarimento non andato evidentemente a buon fine. Alex avrebbe quindi sparato contro Francesco Prestia Lamberti. La pista passionale resta la più battuta dagli inquirenti che hanno visionato i profili social della vittima e del suo carnefice a caccia di qualche indizio utile. Diversi gli elementi raccolti dagli investigatori nelle ultime ore. Al vaglio anche i contatti telefonici tra i due, in particolare gli sms e le chat su whatsup. Non si esclude, infatti, che ad armare la mano di Alex possa essere stata la gelosia per una ragazza contesa.

Interrogativi. Sono tuttavia parecchi gli interrogativi che ruotano intorno ad un'indagine tutt'altro che chiusa e che presenta diversi punti oscuri da chiarire. Si cercano riscontri al racconto fornito dal minorenne ai magistrati della Procura dei minori di Catanzaro durante il lungo interrogatorio al quale è stato sottoposto prima di essere trasferito in una struttura protetta. Innanzitutto gli inquirenti stanno cercando di capire se l'omicidio sia stato davvero commesso sul luogo del ritrovamento del corpo o, al contrario, se Francesco sia stato ucciso in un altro posto e trasportato poi nell'uliveto indicato dal quindicenne come teatro del delitto. Si sa che il ragazzo ha sparato con una pistola di piccolo calibro, rubata probabilmente al nonno che la deteneva legalmente. L'arma però non è ancora stata trovata dai carabinieri che hanno setacciato palmo a palmo la zona e il mistero continua.

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