L’Ags Soriano replica alle contestazioni: «Campo concesso dalla Commissione prefettizia, siamo una società pulita»
La società sportiva interviene dopo la diffusione di alcuni passaggi della relazione ispettiva sullo scioglimento del Comune di Soriano Calabro. Nel mirino la gestione del campo sportivo e di alcuni immobili comunali
Dopo la pubblicazione di alcuni stralci della relazione del Ministero dell’Interno che ha portato allo scioglimento del Comune di Soriano Calabro per infiltrazioni mafiose, l’Ags Soriano Fabrizia rompe il silenzio e respinge con forza ogni accostamento a contesti criminali. Nel dossier degli ispettori prefettizi viene contestata, tra le altre cose, la concessione gratuita dello stadio comunale e di un immobile alla società sportiva, ritenuta priva di procedure comparative e convenzioni adeguate.
Ma il club chiarisce la propria posizione, spostando l’attenzione soprattutto su un elemento che considera decisivo: «La precedente commissione prefettizia aveva concesso il campo alla nostra società e con la nuova amministrazione di fatto si è andati in continuità, sulla scia di quanto accaduto in presenza dei commissari».
Una precisazione che la società considera fondamentale per ricostruire correttamente la vicenda legata alla gestione dell’impianto sportivo. «Alla luce di una serie di articoli che riportano dei passaggi sulla relazione del Ministero dell’Interno in merito allo scioglimento del Comune di Soriano, riteniamo doveroso evidenziare e spiegare alcuni passaggi, per ribadire la nostra totale lontananza rispetto a contesti mafiosi», scrive l’Ags Soriano Fabrizia in una lunga nota.
La società ricorda che «da circa 50 anni il campo è concesso in gestione gratuita alla squadra di calcio» e sottolinea di sostenere direttamente gran parte delle spese necessarie al funzionamento dell’impianto: «Le spese di gestione del campo sono interamente a nostro carico – pulizia, manutenzione, custodia e gas – tranne le utenze legate all’elettricità».
Secondo quanto spiegato dal club, sarebbero stati inoltre effettuati importanti interventi economici per consentire l’omologazione del terreno di gioco secondo i parametri della Lega Nazionale Dilettanti: «Abbiamo sostenuto notevoli costi per rendere il campo omologabile. Si tratta di ingenti spese straordinarie che non toccava certo a noi effettuare. Lo abbiamo fatto a spese nostre, sollevando così le casse comunali».
L’Ags rivendica anche il proprio ruolo sociale sul territorio, evidenziando come l’attività coinvolga decine di collaboratori e centinaia di giovani atleti: «Diamo modo a una cinquantina di tesserati di guadagnare qualcosa, sia pur attraverso un rimborso spese. E diamo modo a circa 180 fra grandi e piccoli calciatori di praticare attività sportiva, offrendo ai ragazzi del territorio un’occasione di svago in una realtà che offre poco».
Sul fronte dei contributi pubblici, la società ricorda che «nelle passate legislature la squadra riceveva contributi comunali pari a circa 8mila euro da tutte le amministrazioni, ad eccezione dell’ultima», aggiungendo che «la stessa precedente commissione prefettizia aveva elargito una somma di 2mila euro nei confronti dell’Ags».
Altro punto contestato nella relazione ispettiva riguarda la disponibilità di un immobile comunale destinato a sede sociale. Anche in questo caso il club ridimensiona la vicenda: «Si tratta di un magazzino nel quale volevamo mettere un biliardo e un tavolo da ping pong, per togliere qualche ragazzo dai pericoli della strada. Un immobile che non è stato mai usato e del quale neppure possediamo le chiavi».
Infine, la presa di distanza da qualsiasi ombra di contiguità mafiosa: «Nessun dirigente è gravato da precedenti penali e il riferimento a qualsiasi contesto mafioso nei nostri confronti è ingeneroso, offensivo e non corrispondente alla realtà». E ancora: «Siamo tutta gente perbene, dedita al lavoro e al bene sociale».
La società annuncia inoltre piena disponibilità nei confronti delle istituzioni: «Provvederemo a portare l’elenco dei componenti della società ai commissari prefettizi, mentre alle forze dell’ordine lo abbiamo consegnato da tempo».
Il messaggio conclusivo è netto: «Siamo una società pulita e perbene».
