Rifiuti tossici nel Vibonese, la questione arriva in Regione: interrogazione ad Occhiuto
La presunta presenza di rifiuti tossici nel Vibonese, anche se non nominata espressamente, arriva in Regione. La consigliera regionale Amalia Bruni - ex candidata presidente di Pd e M5S, ora nel gruppo Misto - pochi giorni fa ha infatti protocollato un'interrogazione scritta al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto. Il tema? Il rapporto Istisan 16/9 dell'Istituto Superiore di Sanità, del 2016, intitolato “Studio epidemiologico dei siti contaminati della Calabria: obiettivi, metodologia, fattibilità” a cura di Pietro Comba e Massimiliano Pitimada (QUI la nostra intervista al dottor Pitimada).
Le quattro aree da "attenzionare"
Il rapporto, meramente preliminare, ha esaminato quattro zone della Calabria e ha realizzato un primo quadro dello stato di salute del territorio. "In tre dei quattro casi studio - si legge nell'interrogazione di Amalia Bruni - emergono dei dati che meritano di essere 'attenzionati'”. Il riferimento è a Crotone, alla Valle dell’Oliva nel comune di Serra d’Aiello nel Cosentino, e alle Serre vibonesi (in particolare Fabrizia, Mongiana e Serra San Bruno). La quarta zona, Davoli e Lamezia Terme, non riportava invece anomalie.
Il caso delle Serre vibonesi
Nello specifico nelle Serre vibonesi si parla di una "ben documentata una sovra mortalità, rispetto alla regione Calabria, alla quale concorrono in modo particolare i tumori totali (e specialmente quelli gastrici), le cardiopatie, il diabete e alcune patologie neurodegenerative, respiratorie e digerenti". Una zona che, evidenzia lo stesso studio, è stata presa in considerazione per la possibilità che in quelle aree fossero stati sepolti dei rifiuti tossici per mano della 'ndrangheta (un'inchiesta di Zoom24 ha ricostruito, QUI, l'intera vicenda).
La necessità di altri studi
Si trattava di un mero studio preliminare che necessitava di altre analisi che, però, nè la Regione nè altri Enti hanno mai voluto finanziare (ne abbiamo parlato QUI). Per queste ragioni Bruni - ricordando che "il rapporto sopra citato è stato inserito nel Piano regionale di prevenzione", che "il monitoraggio dei dati epidemiologici è fondamentale per impostare i programmi di politica sanitaria" e che "è prioritario estendere la copertura della sorveglianza epidemiologica e sanitaria a tutto il territorio regionale" - pone cinque quesiti al presidente Occhiuto.
Cosa pensa di fare la Regione?
In primo luogo chiede "quali misure intenda adottare al fine di individuare in maniera puntuale i fattori di rischio e le cause che determinano simili preoccupanti incidenze (quindi per scoprire le cause di quella "documentata sovra mortalità", ndr) e per predisporre un sistema permanente di sorveglianza epidemiologica e sanitaria nelle aree contaminate della Calabria". Ma non solo, chiede anche quali misure sono già state adottate e quali iniziative la Regione "intende promuovere in riferimento al rapporto tra aree inquinate/patologie tumorali al fine di garantire un opportuno programma di prevenzione, nonché di assistenza sanitaria che salvaguardi la salute dei cittadina".
Il registro tumori
Viene inoltre chiesto "quando e se" si metterà a regime il registro tumori sull’intero territorio regionale - "al fine di avere un adeguato aggiornamento dei dati inerenti alla mortalità oncologica, fondamentali per l’analisi dello stato di salute di tutta la popolazione calabrese" - e, "vista l’incidenza della problematica sull’intero territorio regionale che oltrepassa l’ambito di competenza della aziende sanitarie provinciali", chiede se ritiene "utile e necessario" coinvolgere il Dipartimento regionale Tutela della Salute. Una serie di domande per una questione su cui, ormai da otto anni, i vibonesi (e i calabresi tutti) aspettano risposte.
LEGGI ANCHE | Rifiuti tossici nel Vibonese, una presunta “terra dei fuochi” ancora senza risposte
LEGGI ANCHE | Rifiuti tossici, nelle Serre vibonesi si muore di più. Ma il registro tumori…
LEGGI ANCHE | L’INTERVISTA | Rifiuti tossici in Calabria: “Ci aspettavamo un supporto dalla politica”
LEGGI ANCHE | ‘Ndrangheta e rifiuti tossici nel Vibonese, ora la politica (se vuole) può arrivare alla verità
