La 'ndrangheta ha seppellito rifiuti tossici nelle serre vibonesi? Anni di indagini, progetti pubblici e documenti dei servizi segreti non hanno ancora fornito una risposta certa ai cittadini, con le rilevazioni ambientali che sembrano essere state "secretate" al punto che nessuno ha mai potuto vedere - e valutare - i risultati. La storia, esplosa nel 2014, è stata ricostruita da un’inchiesta a più puntate di Zoom24 (leggi QUI). Adesso la politica ha l'opportunità (finalmente) di fare quello che sta rimandando da otto anni e portare avanti tutte le ricerche necessarie per scoprire se nel Vibonese si muore effettivamente di più che in altri luoghi.

Uno studio preliminare del 2016 dell’Istituto superiore di Sanità parla infatti, in un’analisi delle aree citate dai documenti dei servizi segreti come luogo del presunto interramento di rifiuti tossici, di una “ben documentata sovra mortalità alla quale concorrono in modo particolare i tumori totali, le cardiopatie, il diabete e alcune patologie neurodegenerative, respiratorie e digerenti” (QUI l'intervista a uno dei curatori del documento). Quello però era solo uno studio preliminare. Un report che, in sostanza, dice: "Qui c'è qualcosa che non va, bisogna approfondire". Gli aspetti da chiarire riguardavano le cause della "sovra mortalità" e se questa può essere o meno ricollegata alla presenza di rifiuti tossici. La politica - nazionale, regionale o locale - si è mai preoccupata di approfondire? Esatto, no.

Adesso qualcosa si può fare. A inizio anno è stato infatti pubblicato sul sito della Regione Calabria il "Piano regionale della prevenzione 2020-25". Nel documento si fa riferimento al tavolo avviato tra la Regione Calabria e l'Istituto Superiore di Sanità "finalizzato a progettare degli studi epidemiologici sulla aree di interesse del territorio regionale". Quali sono queste aree? Il documento ne cita espressamente alcune ma fa riferimento anche a "un certo numero di aree non riconosciute ufficialmente come siti contaminati ma oggetto di diversi tipi di segnalazioni, ad esempio da parte dei media o dell’associazionismo ambientalista": descrizione perfetta del caso delle Serre vibonesi.

È necessario quindi un impegno politico, con una formale delibera regionale, per utilizzare le somme - prendendole dal fondo sanitario regionale tra quelle destinate a queste analisi - e finanziare gli studi necessari per capire se corrisponde al vero che nel Vibonese si muore di più. E, inoltre, se questo sia o meno collegato a casi di grave inquinamento ambientale.

Bisogna tenere a mente che uno dei problemi di fondo del territorio vibonese è che di molte cose si parla, si fa finta di affrontarle, ma poi "evaporano". E così rimane tutto un "si dice", "sembrava", "dicono che". Adesso che finalmente si potrebbe scoprire la verità, e definire la questione una volta per tutte, i politici del territorio intendono girarsi ancora dall'altra parte? Consiglieri regionali in primis, ma anche sindaci, parlamentari vibonesi e non solo intendono prendere una posizione o fare finta di nulla? La speranza è l'ultima a morire, ma sembra che ormai ci si stia abituando a un assurdo silenzio.

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