Soriano sciolto per mafia, il Viminale: “Comune compromesso dalla criminalità organizzata”
Nella relazione del Ministero dell’Interno contestate anomalie su appalti, concorsi, gestione dei beni pubblici e rapporti con soggetti vicini ai clan locali
Un ente locale ritenuto vulnerabile alle pressioni della criminalità organizzata, con procedure amministrative considerate opache, controlli giudicati insufficienti e rapporti definiti “preoccupanti” tra amministratori, dipendenti comunali e soggetti controindicati. È il quadro delineato dal Ministero dell’Interno nella relazione che ha portato allo scioglimento del Comune di Soriano Calabro per infiltrazioni mafiose, terzo provvedimento di questo tipo nella storia dell’ente.
Nel dossier redatto dalla commissione d’accesso vengono ricostruiti mesi di verifiche su atti amministrativi, affidamenti pubblici, gestione del personale e utilizzo del patrimonio comunale. Secondo gli ispettori, il Comune avrebbe progressivamente perso la necessaria autonomia rispetto alle ingerenze di ambienti criminali radicati sul territorio vibonese.
Tra gli aspetti maggiormente contestati figurano alcune procedure concorsuali ritenute carenti sotto il profilo della trasparenza. Gli accertamenti ministeriali parlano di selezioni pubbliche caratterizzate da anomalie e da possibili situazioni di vantaggio per candidati ritenuti vicini ad ambienti collegati all’amministrazione comunale.
Sotto osservazione anche il settore degli affidamenti diretti. Nella relazione si evidenzia il frequente ricorso a procedure senza gara e la presenza di rapporti economici con imprenditori considerati contigui a soggetti già destinatari di interdittive antimafia o coinvolti in vicende investigative.
Uno dei capitoli più delicati riguarda la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Secondo il Viminale sarebbero emerse inefficienze, ritardi e criticità amministrative nella valorizzazione degli immobili sottratti alle cosche, con conseguente mancato utilizzo per finalità sociali e collettive.
Ampio spazio viene dedicato anche ai rapporti tra il Comune e la squadra di calcio cittadina, l’Ags Soriano. Gli ispettori contestano la concessione gratuita di strutture pubbliche senza procedure comparative e senza adeguati atti convenzionali. In particolare, alla società sportiva sarebbe stato consentito l’utilizzo di un impianto comunale con spese di gestione sostenute dall’ente, oltre alla disponibilità gratuita di un immobile destinato a sede sociale.
Secondo la relazione ministeriale, tali concessioni sarebbero avvenute in assenza di evidenza pubblica e senza permettere ad altri soggetti interessati di concorrere per l’assegnazione dei beni. Gli accertamenti si soffermano inoltre sulla presenza, nell’ambito societario dell’associazione, di persone con precedenti di polizia o rapporti parentali ritenuti meritevoli di approfondimento investigativo.
Il documento richiama inoltre episodi legati alle elezioni comunali del 2024. Gli investigatori segnalano presenze sospette nei pressi dei seggi e possibili tentativi di condizionamento del voto da parte di soggetti ritenuti vicini ai clan locali. Circostanze che, secondo il Ministero, contribuirebbero a delineare un quadro di forte compromissione dell’attività amministrativa.
Nel provvedimento vengono infine richiamati rapporti di frequentazione tra amministratori ed esponenti considerati contigui alla criminalità organizzata operante nel comprensorio, con particolare riferimento al clan Emanuele-Idà, indicato dagli investigatori come una delle organizzazioni mafiose storicamente più influenti del territorio.
Per il Viminale, tutti gli elementi raccolti avrebbero dimostrato “forme di ingerenza della criminalità organizzata” capaci di alterare il corretto funzionamento dell’ente e di compromettere imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. Da qui la decisione del Governo di procedere allo scioglimento del Comune e all’insediamento della commissione straordinaria che guiderà l’ente fino alle prossime elezioni.
