Processo Malapianta e Infectio, c’è la data. L’udienza nell’aula bunker di Rebibbia

Il 3 luglio l’udienza preliminare per 95 imputati. Svelati gli affari delle  cosche di ‘ndrangheta Mannolo, Zoffreo e Trapasso di San Leonardo di Cutro e la loro proiezione in territorio umbro

Il gup del Tribunale di Catanzaro Gabriella Logozzo ha fissato l’udienza preliminare per 95 imputati coinvolti nella duplice inchiesta Malapianta (scattata a maggio 2019 in esecuzione di 35 provvedimenti di fermo) e Infectio (un blitz che ha portato a 23 misure cautelari nel dicembre 2019) dopo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pubblici ministeri della Dda di Catanzaro Paolo Sirleo, Antonio De Bernardo, Domenico Guarascio e Andrea Buzzelli,  con il visto del procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e  la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri. Indagini che hanno svelato gli affari delle cosche di ‘ndrangheta Mannolo, Zoffreo e Trapasso di San Leonardo di Cutro (Crotone) e la loro proiezione in territorio umbro, dove, attraverso stabili collegamenti con la casa madre, avevano impiantato un lucroso traffico di stupefacenti, anche con la complicità di trafficanti albanesi. Le cosche, secondo le ipotesi di accusa, hanno minato, con attività estorsive, la libera concorrenza nella esecuzione di lavori edili, nonché attivandosi a favore di soggetti candidati alle elezioni amministrative locali. L’inquinamento del tessuto economico (da qui il nome dell’operazione infectio) da parte dei criminali è avvenuto attraverso società, spesso intestate a prestanome o soggetti inesistenti, in grado di offrire prodotti illeciti. L’udienza si terrà nell’aula bunker di Roma situata nel carcere di Rebibbia il 3 luglio prossimo.

Le parti offese. Tra le molte parti offese individuate Alberghi del Meditarreneo srl, Triton Villas Srl, Bluserena spa, Edilizia 3 M, Unicredit spa, Bper Banca spa, Banca Popolare di Sondro, Banca Ifis spa, Banca Monte dei Paschi di Siena,

I reati contestati. Associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e occultamento di armi clandestine, minacce, violenza privata, ma anche associazione a delinquere finalizzata alla consumazione di una serie di reati di natura contabile o economico-finanziaria strumentali alla realizzazione sistematica di frodi in danno del sistema bancario, sono i reati da cui si dovranno difendere gli imputati difesi, tra gli altri, dai legali Vincenzo Cicino, Paolo Carnuccio, Antonio Cozza, Mario Nigro, Mario Prato, Luigi Falcone, Giuseppe Fonte, Pietro Funaro, Giovanni Scarpino, Tiziana Paletta, Francesco Calabrò, Domenico Russo, Pietro Pitari, Salvatore Iannone, Daniele Pinto, Maria Claudia Conidi, Francesco Gambardella, Giuseppe Bagnato, Lucio Canzoniere, Gregorio Viscomi.

La Malapianta e gli Imprenditori vessati. Dall’attività investigativa si è accertato che, oltre al dominio incontrastato del traffico di droga fra le province di Crotone e Catanzaro e l’usura praticata nei confronti di diversi imprenditori anche nel nord Italia, la “locale di San Leonardo di Cutro” da anni  avrebbe esercitato la sua criminale influenza sulla gestione dei villaggi turistici nel territorio sottoposto al suo controllo, attraverso una costante vessazione posta in essere con l’imposizione di proventi estorsivi, di assunzioni di lavoratori vicini alla consorteria ‘ndranghetista nonché di fornitori di beni e servizi anch’essi graditi alle cosche annullando, di fatto, ogni forma di libero mercato e di concorrenza. Gli enormi proventi illeciti venivano riciclati anche mediante investimenti nei settori della ristorazione, dell’edilizia e delle stazioni di rifornimento carburante. La cosca San Leonardese avrebbe agito in rapporti di dipendenza funzionale con la cosca Grande Aracri, egemone sulla provincia.

Il timore del clan verso collaboratori e Dda di Catanzaro. Le indagini hanno consentito di comprendere come il capocosca di San Leonardo, Alfonso Mannolo, e i suoi sodali avessero timore sia delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che dei magistrati inquirenti di Catanzaro.

I nomi dei 95 imputati. Giuseppe Affatato, 64 anni, di Cirò; Sherif Arapi, 30 anni, residente a Bastia Umbra(PG);  Paolo Bassetti, 52 anni, di Perugia; Antonio Barbaro, 57 anni di Careri (Rc); Domenico Basile, 59 anni di Gazzo (Pd); Alberto Benincasa, 40 anni di Perugia; Giuseppe Benincasa, 67 anni di Cerenzia (KR); Antonio Bevilacqua, 25 anni di Crotone; Antonella Bevilacqua,36 anni di Crotone;  Domenico Bevilacqua, 51 anni di Crotone; Leonardo Bevilacqua, 36 anni di Crotone; Ilirjan Cali, 42 anni, Durres (Albania);  Alessandro Caputo, 27 anni di San Giovanni in Fiore; Assunta Cardillo, 56 anni, San Leonardo di Cutro; Giacinto Castagnino, 29 anni di Petilia Policastro; Antonio Caterisano, 51 anni di Cutro; Mario Cicerone, 63 anni, di Rieti; Concetta Cirillo, 48 anni, di Pompei; Fabrizio Conti, 50 anni, Perugia; Antonio Costantino, 37 anni di Isola Capo Rizzuto; Giuseppe Costantino, 42 anni di Isola Capo Rizzuto; Salvatore Crugliano, 59 anni, di Cutro; Mario Cutrì, 39 anni di Locri (Rc); Valentina Danieli, 27 anni, di Castelfranco Veneto; Mario De Bonis, 60 anni, di Roma; Antonio De Franco, 54 anni, di Cirò Marina; Cinzia Del Latte, 56 anni, di Roma; Bassirou Diakhate, 38 anni, di Touba (Senegal); Ciro Di Macco, 64 anni, di Ercolano (Na); Salvatore Diano, 34 anni,  di Crotone; Francesco Falcone, 62 anni di Cutro; Mario Falcone, 66 anni di Cutro; Sandro Forin, 59 anni, di Agna (PD); Roberto Fusari, 56 anni, di Perugia; Florin Dumetru Gafitescu, 34 anni, Romania; Ambra Germini, 35 anni, Roma; Pasquale Gentile, 50 anni di Cutro; Piero Giacchetta, 57 anni, di Perugia; Luigi Giappicchini, 47 anni, di Perugia; Antonio Iannone, 77 anni, di Botricello; Caterina Iannone, 52 anni, di Botricello; Rosina Levato, 49 anni, di Cropani; Francesco Lobello, 60 anni di Albi (Cz); Lamberto Lombardi, 77 anni di Perugia; Luca Mancuso Trabucco, 77 anni,  di Perugia; Armando Manetta, 30 anni di Crotone; Cosimo Manetta, 54 anni di Crotone; Nicola Manetta, 37 anni, di Crotone;  Alfonso Mannolo, 80 anni di San Leonardo di Cutro; Daniela Mannolo, 38 anni di San Leonardo di Cutro; Dante Mannolo, 51 anni di Cropani; Dante Mannolo, 52 anni, di Cutro; Giuseppe Mannolo, 26 anni di Crotone; Fabio Mannolo, 34 anni, di Crotone; Lucia Mannolo, 43 anni di Cutro; Mario Mannolo, 60 anni di Cutro; Pasquale Mannolo, 57 anni, di Catanzaro; Remo Mannolo, 47 anni di Cutro; Vincenzo Antonio Mazzeo, 75 anni di Mileto (Rc); Paolo Menicucci, 57 anni,  di Perugia; Antonio Mercurio, 52 anni di Botricello; Giuseppe Montenero,67 anni di Foligno;  Valter Nardoni, 56 anni, di Roma; Antonella Passalacqua, 33 anni, di Catanzaro; Elio Passalacqua, 48 anni di Crotone; Francesco Passalacqua, 36 anni di Cutro; Leonardo Passalacqua, 45 anni di Crotone; Sauro Passeri, 50 anni, di Perugia; Luigi Pignanelli, 30 anni di Cutro; Alessandro Perini, 35 anni di Crotone; Nicola Perri, 65 anni di Isola Capo Rizzuto; Antonio Procopio, 32 anni di Catanzaro, Francesco Procopio, 52 anni, di Catanzaro; Gregorio Procopio, 57 anni di Botricello, Annunziato Profiti, 53 anni, di Vibo; Pasquale Nicola Profiti, 56 anni, di Vibo; Pinica Radu, 48 anni, Romania; Ramona Miruca Radu, 27 anni, Romania; Luigi Raso, 61 anni di Isola Capo Rizzuto; Emiliano Regni, 34 anni, di Perugia; Francesco Ribecco, 53 anni di Cutro; Domenico Ribecco, 54 anni, di Cutro; Natale Ribecco, 31 anni di Catanzaro; Giovanni Rizzuti, 49 anni, di Petronà; Pietro Russo, 48 anni, di Crotone; Jerzy Aleksander Sabieraj, 53 anni, Polonia; Piero Scerbo, 71 anni, di San Leonardo di Cutro; Pietruccia Scerbo, 44 anni di Cutro; Roberto Taverna, 36 anni, Crotone; Renzo Tiburzi, 69 anni, Foligno; Francesco Valentini, 44 anni, di Roma; Olindo Verrico, 61 anni, di Santi Cosma e Damiano (LT); Giuseppe Vittimberga Ferraro, 49 anni, di Isola Capo Rizzuto; Fiore Zoffreo, 52 anni di Cutro; Leonardo Zoffreo, 49 anni di Cutro. Stralciata la posizione di Antonio Ribecco, 58 anni, di Cutro, il cui nome era, invece, presente nell’avviso di conclusione delle indagini.

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