La moglie del giudice Petrini e i suoi dubbi sulla correttezza del marito

Dalle pagine dell’inchiesta emerge una conversazione nella quale la donna esprime perplessità sull’operato del presidente di sezione della Corte d’Appello di Catanzaro

Dubbi sulla correttezza professionale del marito. E’ quanto nutriva la moglie di Marco Petrini, sorella di un noto avvocato di Lamezia Terme. Il particolare emerge dalle 120 pagine che costituiscono l’ordinanza che ha portato all’arresto del giudice della Corte d’appello di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno.

L’intercettazione tra moglie e marito. Per il gip di Salerno Giovanna Pacifico che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare risulta di particolare rilievo una conversazione tra marito e moglie captata in ambientale nel pomeriggio del 7 dicembre 2018. Poco prima Emilio Santoro e Giuseppe Tursi Prato (arrestati nell’operazione condotta dalla Finanza nella mattinata di ieri) avevano consegnato al magistrato una cassetta piena di gamberoni, merluzzi, clementine e champagne. I finanzieri osservano tutto e annotano. Così come registrano la conversazione che avviene nello stesso pomeriggio tra Petrini e la sua consorte che palesa – come evidenzia il gip – “delle perplessità circa il fatto che lo stesso ‘interferisca’ in qualche sentenza”. La donna si lamenta e lui nega tutto: “Ma interferire? Ma chi me lo chiede? Ma di che parli?”. E’ un colloquio di pochi secondi che viene intercettato e finisce nell’inchiesta. La moglie dice ancora: “Lo so che poi non lo fai…” e lui ribatte: “Interferire? Ma nessuno me lo chiede”. Le voci si accavallano, lei si dice dispiaciuta e Petrini taglia corto: “Fa come cazzo ti pare…”.

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