Blitz dei carabinieri contro il clan Soriano di Filandari. Ricostruite una serie di intimidazioni perpetrate ai danni di imprenditori, commercianti e avvocati. Fermate sette persone

di MIMMO FAMULARO

Fa luce su una serie di danneggiamenti perpetrati ai danni dell'imprenditore vibonese Antonino Castagna l'inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia contro il clan Soriano di Filandari che ha portato al fermo di sette persone. Tra queste spicca anche il presunto capo clan Leone Soriano che sarebbe il mandante e l'organizzatore della lunga serie di intimidazioni. Ben 14 quelli ricostruiti dai carabinieri nell'arco temporale che va da novembre a febbraio. Nell'elenco anche le pistolettate esplose contro la saracinesca del distributore di benzina della famiglia Pasqua a Filandari.

I nomi degli indagati. Nell'inchiesta risultano coinvolti Leone Soriano, 52 anni, ritenuto il boss dell'omonimo clan operante a Filandari; la cognata Graziella Silipigni, 47 anni; Caterina Soriano, 28 anni; Giacomo Cichello, 31 anni; Luca Ciconte, 27 anni; Francesco Parrotta, 35 anni; Emanuele Mancuso, 30 anni, figlio di Panteleone Mancuso, alias "l'ingegnere". Già in carcere invece Giuseppe Soriano, 27 anni, anche lui di Pizzini di Filandari, nipote di Leone Soriano e figlio di Graziella Silipigni. A vario titolo sono accusati di estorsione, danneggiamenti, detenzione di armi e di droga, incendi dolosi.

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Le accuse. Secondo le indagini Leone Soriano avrebbe trasmesso all'indirizzo a Castagna alcune missive di carattere intimidatorio, inviate dal carcere di Secondigliano dove era all'epoca detenuto, "con le quali chiedeva all'imprenditore il pagamento di somme di denaro a titolo risarcitorio per le spese legali sostenute a seguito delle denunce sporte dallo stesso Castagna". Al tentativo di estorsione sono seguiti una serie di atti intimidatori che - secondo la tesi accusatoria - sarebbero state perpetrati dallo stesso Soriano in veste di mandante ed organizzatore. Ricostruiti quindi il danneggiamento a seguito di un incendio all'escavatore di proprietà della società di Castagna avvenuto il 5 febbraio scorso (l'esecutore materiale sarebbe Francesco Parrotta); l'esplosione di numerosi colpi d'arma da fuoco contro il cancello dell'abitazione della figlia di Castagna, Daniela (intimidazione dell'11 febbraio), e l'esplosione di una bomba-carta scagliata nel giardino dell'abitazione familiare dello stesso imprenditore. In quest'ultimo caso,  gli esecutori materiali sarebbero Francesco Parrotta ed Emanuele Mancuso. 

LE FOTO DEGLI INDAGATI

Leone Soriano

Emanuele Mancuso

Giuseppe Soriano

 

 

 

 

 

 

Francesco Parrotta

Graziella Silipigni

Caterina Soriano

 

 

 

 

 

 

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