Nelle pagine dell'ordinanza dell'inchiesta Robin Hood le inedite rivelazioni shock del pentito vibonese su promesse elettorali e posti di lavoro

Non ci sono soltanto tangenti. C'è anche il presunto voto di scambio politico-mafioso documentato nell'inchiesta Robin Hood che è piombata come uno tsunami sul consigliere regionale di Forza Italia Nazzareno Salerno e su altre otto persone finite in carcere questa mattina. E ancora una volta a dare un input fondamentale ai magistrati della Dda è stato il pentito vibonese Andrea Mantella che documenta i rapporti tra il politico e le cosche del territorio. E gli scambi di favori. 

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Le intercettazioni.  "Sono andati da Damiano Vallelunga i Lo Bianco ... per fare la campagna elettorale - ha detto Mantella - perchè in contraccambio gli avrebbe dato dei soldi" e avrebbe fatto "delle assunzioni" ai depuratori". Tra i raccomandati c'erano - secondo il racconto del pentito - "Rosario Fiarè, Francesco Fiarè e Paolino Lo Bianco". Quest'ultimo "con un certificato fantomatico  - ha ironizzato Mantella - ha preso il posto di lavoro in ospedale, facendo l'ascensorista, ma non sa nemmeno prendere l'ascensore". Anche "Pino Barba ha preso il lavoro nell'ospedale tramite questa raccomandazione".  

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Posti di lavoro in cambio dei voti. Dalle affermazioni del collaboratore di giustizia emerge pure come "negli anni passati Nazzareno Salerno tramite Damiano Vallelunga chiese un appoggio su Vibo a noi intesi come clan Lobianco e noi abbiamo passato parola". Ovviamente voleva "un appoggio elettorale. In cambio ci diede soldi e posti di lavoro sia all'interno dell'ospedale di Vibo sia ai depuratori e posso fare nomi e cognomi degli impiegati". E ancora più precisamente: "Io feci dare posti di lavoro  per i depuratori di Porto Salvo, di Triparni, con Santo Lico .... a Paolino Lo Bianco l'ho fatto assumere all'ospedale tramite Salerno, a Pino "u Vrusciatu (Giuseppe Lo Bianco) l'ho fatto inserire, a Giuseppe Barba...".

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Accordi mantenuti. I patti con i rappresentanti delle ndrine erano stati chiari: "Qualora lui (Salerno) - racconta Mantella - avesse preso il potere sul vibonese, si sarebbe fatto i conti di chi effettivamente l'avrebbe votato, avrebbe dato i soldi e i posti di lavoro. Ha preso i voti, il potere e lui ha corrisposto per i soldi e con i posti di lavoro".  Tra gli assunti ai depuratori anche "Fiarè, il figlio di Rosario, Domenico Lo Bianco, figlio di Carmelo". Assunti si fa per dire: "Loro vanno solo a prendere i soldi a fine mese". 

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