Le mani dei Mancuso sui fondi Ue: arrestato Salerno (VIDEO)
Una nuova bufera giudiziaria si abbatte sulla Regione Calabria. Blitz congiunto di carabinieri e Finanza: 9 arresti. Tra di loro anche imprenditori e amministratori pubblici
di MIMMO FAMULARO
Blitz congiunto all'alba di oggi del Comando provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia e dei militari del Ros e del Comando provinciale dei carabinieri di Catanzaro. Eseguite nove ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove indagati accusati di minaccia ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d'asta e abuso d'ufficio.
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Voto di scambio. Tra le persone coinvolte nell'inchiesta figura anche il consigliere regionale vibonese Nazzareno Salerno, fermato questa mattina a Verona dalle Fiamme gialle. Da un paio di mesi si era trasferito in Veneto per motivi di lavoro. Diverse le accuse contestate dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che hanno coordinato l'inchiesta. Tra queste spicca anche il voto di scambio (LEGGI QUI). Salerno, 52 anni, di Serra San Bruno, ha ricoperto il ruolo di assessore regionale al Lavoro nella precedente legislatura regionale. Rieletto nel 2014 tra le file di Forza Italia, è stato fra i tre delegati scelti nel 2015 dal Consiglio regionale della Calabria per l'elezione del presidente della Repubblica. Fu indicato fra i consiglieri da inviare a Roma come "grandi elettori" con dieci voti.
Nomi "eccellenti". Oltre a Salerno, nell'inchiesta che ricostruisce una serie di ingerenze che il potente clan Mancuso di Limbadi avrebbe esercitato nella gestione dei fondi della comunità europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficoltà, risultano coinvolti anche esponenti politici come l'ex presidente di "Calabria Etica" e consigliere comunale di Lamezia Pasqualino Ruberto, imprenditori come il vibonese Gianfranco Ferrante, l'impiegato di Equitalia di Vibo, Vincenzo Spasari, amministratori pubblici della Regione Calabria come l'ex direttore del Dipartimento Politiche sociali Vincenzo Caserta, l'ex componente dell'assessorato al Lavoro ed ex consigliere comunale di Vibo0 Claudio Isola e il responsabile della sede di Belmonte Calabro della Coperfin Ortensio Marano. Nonché due soggetti ritenuti dagli inquirenti contigui alla cosca Mancuso di Limbadi.
Le mani dei Mancuso sui fondi Ue: ecco l'elenco dei dieci indagati (NOMI)
L'ombra dei Mancuso. Le indagini hanno documentato l'ingerenza mafiosa del potente clan di Limbadi nella gestione dei fondi della comunità europea diretti al sostegno economico di nuclei familiari in difficoltà. In particolare l'attività ha accertato l'esistenza di un comitato d'affari che distraeva i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale "Credito sociale" indirizzandoli su conti correnti di società private anche all'estero.
Sequestri. Contestualmente sono stati sequestrati beni per un valore di circa 2 milioni di euro. I particolari verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 alla Procura di Catanzaro
https://youtu.be/LaXHbc5Veg8
