'Ndrangheta: Sarra e Caridi non nuovi ai magistrati della Dda e non solo...
I due esponenti politici oggi indagati comparivano già in altre inchieste antimafia ed anche della Procura ordinaria. Ecco l'escalation politica
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Associazione mafiosa. Questa l'accusa per la quale è stato oggi arrestato Alberto Sarra ed è stata avanzata al Senato richiesta di autorizzazione a procedere per il senatore Antonio Caridi. Due nomi noti alle cronache calabresi e non solo.

Antonio Caridi, eletto al Senato con la lista del Pdl, stava per diventare componente della Commissione antimafia su indicazione di Renato Schifani. Il nome di Caridi era comparso nel 2011 in un'inchiesta della Dda di Genova. Da assessore della Regione Calabria alle Attività produttive, Caridi era finito così finito nel dossier che la Dda di Genova inviò successivamente all’ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu. Nel dossier si faceva riferimento all’appoggio, fornito da "famiglie" calabresi in Liguria nel corso della campagna elettorale per le regionali in Calabria, in favore di Antonio Caridi, con esponenti dei clan che avrebbero compiuto pure delle intimidazioni per dirottare i voti.
Anche l'ex killer del clan De Stefano, ovvero Giovanbattista Fracapane, aveva fatto il nome di Antonio Caridi quale politico gradito al boss Orazio De Stefano o comunque di aver sentito tale nome negli ambienti mafiosi di Archi.

Alberto Sarra, avvocato, già esponente di spicco di Alleanza nazionale, ex consigliere regionale e poi assessore al Personale nella giunta presieduta dall'ex magistrato Giuseppe Chiaravalloti. Quindi sottosegretario regionale nella giunta di Giuseppe Scopelliti (sempre centrodestra), era invece finito nelle carte della Dda di Milano sul clan Lampada, trapiantato in Lombardia ma collegato alla potente cosca Condello di Archi.
Nelle elezioni del 2005, con 11.970 preferenza è risultato il più votato nel collegio di Reggio. E' stato anche presidente del gruppo consiliare di An in Consiglio regionale. È stato presidente della seconda circoscrizione di Reggio Calabria, assessore ai Lavori Pubblici alla Provincia di Reggio Calabria e pure vice presidente del Consiglio provinciale di Reggio. Sarra era entrato in Consiglio regionale nel 2002.
Nel 1995 Sarra era stato denunciato per millantato credito, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, usurpazione di titoli o di onori. Nel 1997 è stato indagato per abuso d’ufficio ma è stato prosciolto nel 2000. Nel 2004 è stato raggiunto da un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario. Nel 2005 è stato denunciato per corruzione nell’inchiesta della Procura di Catanzaro denominata "Poseidone" e riguardante il settore della depurazione in Calabria.
Nel 2014 Alberto Sarra è stato inoltre condannato a 3 anni e otto mesi per la bancarotta fraudolenta messa in atto con il fallimento della Farmacia Centrale di Reggio Calabria ubicata su corso Garibaldi. Secondo le indagini, Sarra, insieme ad altre due persone, Francesco Maria Serrao e Antonina Maria Rosa Marrari, avrebbe distratto, dissipato e occultato i beni riguardanti il patrimonio sociale della farmacia.
Oggi, quindi, l'arresto nell'inchiesta della Dda di Reggio Calabria.
g.b.
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