Stefanaconi, il comitato "No antenna" in protesta: presentato esposto in Procura
Il comitato "No antenna" ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, attraverso il quale vengono rappresentate le potenziali criticità di natura ambientale che potrebbero sostanziarsi nell'ipotesi in cui prendesse corpo la paventata installazione di un'antenna. Il ripetitore, che nel caso sarebbe utilizzato per l'emissione di campi elettromagnetici ad alta frequenza, potrebbe sorgere nei pressi del centro abitato di Stefanaconi, a ridosso della Tangenziale est, dove si trova il sito individuato per l'installazione.
L’area sulla quale erano stati avviati i lavori, poi sospesi con Ordinanza n. 7 del 19.05.2016 del Sindaco è classificata classificata (R4) a rischio massimo del Piano di assetto idrogeologico (PAI) per cui un intervento edilizio così pesante andrebbe ad aumentare il già altissimo livello di pericolosità per i continui movimenti franosi che puntualmente si verificano, da sempre, in questa area posta sotto la tangenziale est. Proprio su questo punto il comitato ha chiesto un intervento alla Procura, alla quale, nella denuncia presentata, i suoi membri chiedono "di accertare se nei fatti esposti siano ravvisabili estremi di reato edilizio e, in considerazione del fatto che una eventuale prosecuzione dei lavori potrebbe concretamente aumentare lo stato di precarietà del terreno e conseguentemente di forte rischio per le tante abitazioni sottostanti, di voler disporre il sequestro cautelativo dell’area interessata alla costruzione della strada sulla collina e del traliccio per l'antenna Wind".
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