Per domani prevista una manifestazione. A guidare la protesta il presidente Raffaele Arcella che ha già raccolto numerose sottoscrizioni 

Allarme antenne a Stefanaconi. Nei giorni scorsi, nel piccolo centro alle pendici di Vibo Valentia è stato costituito il “Comitato volontario di Cittadini che ha già raccolto centinaia di firme contro l'installazione di un'antenna di telefonia mobile della Wind S.p.a. nella Via Alcide De Gasperi”. A presiederlo, il prof. Raffaele Arcella affiancato dall'avv. Maria Giuseppina Maluccio che è stata nominata vicepresidente. L'area sulla quale erano stati avviati i lavori, poi sospesi con Ordinanza n. 7 del 19.05.2016 del Sindaco è classificata classificata (R4) a rischio massimo del Piano di assetto idrogeologico (PAI) per cui un intervento edilizio così pesante andrebbe ad aumentare il già altissimo livello di pericolosità per i continui movimenti franosi che puntualmente si verificano, da sempre, in questa area posta sotto la tangenziale est.

Gli eventi naturali. Non a caso, movimenti franosi verificatisi a cinquanta metri da questa zona hanno causato, in ben due circostanze, il cedimento completo del muro in cemento armato della costruenda tangenziale est -. una delle eterne incompiute - sulla quale da tempo la Procura della Repubblica guidata da Mario Spagnuolo, magistrato estremamente sensibile a queste problematiche, ha da tempo aperto un'inchiesta. Una ragione in più protestare per gli abitanti di Stefanaconi. La popolazione è in fermento, il livello della tensione si va progressivamente elevando e sono pronte rimostranze con iniziative di vario genere.

L'incontro. Nel pomeriggio di domani, a partire dalle 18, i cittadini si incontreranno in piazza della Vittoria per definire un piano di intervento a salvaguardia della propria salute. D'altronde, non è nuovo il tentativo di installare antenne sul territorio di Stefanaconi, sovrastato da antenne di ogni tipo e di radiotrasmettitori Tv situati all'apice della collina che dal Castello si estende fino al cimitero di Vibo Valentia. Con l'ennesima apparecchiatura, i rischi andrebbero ad aumentare. Per evitarlo, Raffaele Arcella ha fortemente messo in risalto <<l'assurdità e la precarietà di questo progetto che, la Wind attraverso ben consolidati studi legali, fino ad oggi è riuscita a portare avanti dipanando tutto il complesso apparato burocratico e superando ogni controversia perfino al Tar>>.
I lavori, già avviati, al momento sono stati sospesi in mancanza del nulla osta da parte dell'Autorità di Bacino, necessario per procedere oltre. Ma il Comitato è ugualmente sul piede di guerra.

La dichiarazione. “Non credo – ha detto Raffaele Arcella – che l'Autorità di Bacino dopo aver classificato l'area su cui è stata progettata l'antenna, “un'area a rischio massimo (R4) del Piano di assestamento idrogeologico (PAI)” e sulla quale è vietato qualsivoglia intervento edilizio, oggi potrebbe tornare indietro ed autorizzare la sistemazione di un'antenna alta 25 metri e addirittura la realizzazione di una strada di accesso alla medesima. Non solo perchè – ha proseguito - questo sarebbe oltremodo difficile capirlo ed inquadrarlo sotto l'aspetto urbanistico e geomorfologico, ma anche poichè andrebbe a sanare, con risvolti sul piano penale, un palese e quanto mai precedente abuso edilizio perpetrato dalla Wind>>.

I pericoli. Ciò si verificherebbe, peraltro, a distanza di 50 metri dalle scuole elementare e media e dall'asilo nido e a ridosso di numerose abitazioni le quali, alle spalle, si troverebbero un mostro alto 25 metri in un'area dichiarata, dalla stessa Autorità di Bacino, ad altissimo rischio di frane. “Per questo – ha concluso Arcella – in settimana chiederemo un incontro con il Prefetto e lunedì presenteremo presso la Repubblica di Vibo Valentia una denuncia dettagliata evidenziando questo gravissimo e più che mai chiaro abuso edilizio perpetrato dalla Wind>>.