Il sindaco Pasquale Farfaglia
Il sindaco Pasquale Farfaglia

L'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Pasquale Farfaglia rompe il silenzio e replica all'esposto presentato dalla minoranza consiliare sulla composizione della Giunta comunale, rivendicando la correttezza delle scelte adottate e la piena conformità alle disposizioni normative vigenti.

In una nota ufficiale, l'esecutivo sottolinea di aver accolto con assoluta serenità l'iniziativa intrapresa dall'opposizione. «Nel pieno rispetto dei principi di legalità, trasparenza e correttezza amministrativa che guidano l'azione dell'Ente, ogni attività di verifica da parte degli organi competenti viene accolta con assoluta serenità», afferma l'Amministrazione, ricordando come «la trasparenza rappresenti un valore esercitato quotidianamente da sei anni attraverso i propri atti e il costante rispetto delle procedure previste dalla normativa vigente».

La replica entra poi nel merito delle contestazioni sollevate dalla minoranza. Secondo l'Amministrazione comunale, «le valutazioni contenute nell'esposto costituiscono, allo stato attuale, interpretazioni meramente di natura politica». Una posizione che si fonda sul principio secondo cui «in uno Stato di diritto, l'accertamento di eventuali irregolarità spetta esclusivamente agli organismi giurisdizionali preposti, nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento».

A sostegno della propria tesi, l'esecutivo richiama anche la recente giurisprudenza amministrativa e, in particolare, il caso del Comune di Marcellinara. «La sentenza n. 1540 del 29 ottobre 2024 del TAR Calabria ha dichiarato improcedibile e inammissibile il ricorso proposto, riconoscendo la legittimità dell'operato amministrativo», evidenzia la nota, ricordando come la pronuncia sia successivamente passata in giudicato e rappresenti «un significativo precedente in materia».

L'Amministrazione richiama inoltre l'articolo 47 del Testo Unico degli Enti Locali, secondo cui la Giunta comunale è composta dal sindaco e da un numero di assessori non superiore a un terzo dei consiglieri comunali, computando anche il primo cittadino e nel rispetto dei limiti fissati dalla legge.

Nel documento viene quindi ribadita la lettura dell'ente rispetto alla normativa introdotta dalla legge Delrio. «Le disposizioni perseguono principalmente finalità di contenimento della spesa pubblica e dei costi della rappresentanza politica», si legge nella nota. «Qualora la spesa complessiva dell'Ente rimanga invariata e non si determini alcun aggravio per il bilancio comunale, la questione relativa alla composizione della Giunta deve essere valutata alla luce dell'intero quadro normativo e dei principi che lo ispirano». Da qui la convinzione che «la Giunta possa essere composta dal sindaco e da quattro assessori purché la spesa finanziaria complessiva non superi i costi di una composizione con due assessori».

Parole nette anche sul piano politico. «Tra la propaganda della minoranza consiliare e il diritto vigente esiste una differenza sostanziale», sostiene l'Amministrazione. «Le istituzioni non si amministrano con comunicati stampa, titoli ad effetto o continue polemiche. Si amministrano attraverso atti, responsabilità e rispetto delle procedure».

L'esecutivo ribadisce infine che il proprio impegno resta concentrato «esclusivamente sulla tutela dell'interesse pubblico, sulla soluzione delle problematiche del territorio e sulla promozione dello sviluppo della comunità di San Gregorio d'Ippona», assicurando che «le energie dell'Ente continueranno a essere dedicate all'attività amministrativa e ai servizi ai cittadini, nel pieno rispetto delle norme e delle istituzioni».

Nella parte finale della nota viene inoltre evidenziata la convinzione dell'Amministrazione che «la scelta compiuta non solo rispetti tutti i canoni di legge, ma trovi fondamento anche in un precedente giurisprudenziale che ha fatto scuola a livello nazionale».

Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore Gregorio Lo Muto, che durante il Consiglio comunale ha ricordato all'opposizione quale sia il percorso previsto dall'ordinamento per contestare gli atti amministrativi. «Lo strumento giuridico previsto è il ricorso al TAR e, nel caso di specie, al TAR Calabria», ha dichiarato. Per questo motivo, l'assessore ha definito «davvero singolare» la scelta della minoranza «di limitarsi, in questa fase, alla presentazione di esposti senza intraprendere le iniziative previste nelle competenti sedi giurisdizionali prima della scadenza dei termini».