Sistema di sfruttamento nei supermercati in Calabria: riparte il processo (NOMI)
Nel primo grado il gup ha descritto quello che definisce un sistema fondato su rapporti di forza squilibrati e sulla condizione di vulnerabilità dei dipendent

Arriva davanti alla Corte d’appello di Catanzaro il procedimento sul presunto sistema di sfruttamento del lavoro nei supermercati riconducibili al gruppo Paoletti. La prima udienza è stata fissata per il 15 settembre e segnerà l’avvio del giudizio di secondo grado, che riparte dalle condanne emesse in primo grado dal gup Mario Santoemma.
Al centro dell’inchiesta c’è l’imprenditore Paolo Paoletti, condannato a 7 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione e a una multa da 4.733 euro. Con lui sono stati condannati anche altri imputati, tra cui il sindacalista Vito Doria (1 anno e 4 mesi con pena sospesa), Vittorio Fusto (2 anni e 10 mesi e 3.800 euro di multa), Tiziana Nisticò (3 anni, 2 mesi e 26 giorni e 1.067 euro di multa) e Anna Valentino (4 anni, 11 mesi e 16 giorni e 2.733 euro di multa). La Procura ha inoltre impugnato l’assoluzione di Rosario Paoletti Martinez.
Sono 40 le parti civili ammesse nel giudizio, tra sigle sindacali ed ex lavoratori del gruppo.
Nel primo grado il gup ha descritto quello che definisce un sistema fondato su rapporti di forza squilibrati e sulla condizione di vulnerabilità dei dipendenti, legata – secondo la ricostruzione – al bisogno di mantenere il posto di lavoro. Al vertice del presunto meccanismo, il giudice ha indicato Paolo Paoletti come figura centrale e dominus dell’organizzazione, con un ruolo diretto anche nella gestione dei rapporti con i lavoratori e nelle dinamiche interne alle attività commerciali.
Le accuse, tutte da verificare nei successivi gradi di giudizio, saranno ora al vaglio della Corte d’appello.
