Stefanaconi, allarme antenne: mille cittadini chiedono un Consiglio straordinario
Prosegue la protesta dei cittadini di Stefanaconi contro l'installazione di un'antenna di telefonia mobile Wind in un'area, peraltro, a rischio idrogeologico. Ben 1000 persone hanno sottoscritto una petizione pubblica indirizzata al sindaco e al presidente del Consiglio nella quale lamentano alcuni disagi.
La protesta. In primis, il fatto che la popolazione non sia stata preventivamente informata della volontà della società Wind dell’installazione di un’antenna nel nostro territorio e così a ridosso delle abitazioni; in secondo luogo, che nessuno, a vario titolo, abbia sentito il dovere di tenere conto del parere dei cittadini residenti in modo che qualcuno di loro, in particolare chi è affetto da patologie importanti, avessero potuto manifestare le sue perplessità o esigenze; ed anche che non si sia pensato di individuare siti alternativi idonei a ridurre al minimo possibile l’esposizione della popolazione residente alle radiazioni elettromagnetiche; e che non si sia attivato un tavolo di concertazione tra il Comune e i Gestori di telefonia mobile, (con il coinvolgimento dei cittadini) previsto dal protocollo d’intesa ANCI gestori di telefonia-Ministero delle Comunicazioni del 17 dicembre 2003.
Elementi che inducono i cittadini di Stefanaconi a ritenere “che non sia stato garantito il loro diritto alla salute, diritto inviolabile tutelato dall’art. 32 della Costituzione ed il diritto alla integrità fisica, minata dalla continuativa e ininterrotta esposizione alla radiazioni elettromagnetiche emesse dalle stazioni radio base”. Si ritiene inoltre, che non si sia tenuto conto dell’applicazione del “ principio di preacauzione” contenuto nell’art. 15 della Dichiarazione di Rio de Janeiro sull’ambiente e lo Sviluppo (1992) che afferma “ove vi siano minacce di danno serio o irreversibile, l’assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale”. Tale principio è stato adottato dal Parlamento Europeo in una risoluzione in cui si afferma che” il principio di precauzione dovrebbe essere invocato.
Le ragioni della preoccupazione. Ogni qualvolta, in base ad informazione incerta, vi sono motivi ragionevoli d’inquietudine circa il possibile sopravvenire di effetti potenzialmente pericolosi per l’ambiente o la salute umana, animale o vegetale”.
Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato che l’inquinamento elettromagnetico è uno dei quattro problemi mondiali, sottolineando che si deve rendere minimo il rischio dovuto all’esposizione ai campi elettromagnetici. Innumerevoli studi scientifici hanno confermato che l’esposizione ai campi elettromagnetici prodotti da frequenza usate per la telefonia cellulare e UMTS provoca rischi di leucemia infantile, tumori celebrali, disturbi alla memoria, disturbi visivi, affaticamento ecc. Vedi lo studio REFLEX del 12/2004, lo studio del Karolinska di Stoccolma, lo studio Microwaves presentato a Budapest, il rapporto TNO, lo studio STOA e tanti altri).
Il sequestro. Di conseguenza, alla luce di quanto disposto, ieri, dalla Procura della Repubblica che ha oscurato e posto sotto sequestro i quattro ripetitori radio televisivo che sovrastano la nostra collina contestando, ai gestori Mediaset - Antenna sud e Tower Tel., il superamento dei limiti di legge previsti in materia di emissioni elettromagnetich e della dichiarazione resa dell’Arpacal (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) che ha eseguito controlli in alcune abitazioni, riscontrando livelli superiori d’inquinamento che in alcuni casi avrebbe sforato anche del 75 per cento il limite consentito, i cittadini chiedono un consiglio straordinario aperto nel quale discutere del tema-Antenna.
Diversi gli obiettivi: Istituire un osservatorio permanente sull’inquinamento elettromagnetico causato da tutti i tipi di sorgenti (stazioni radio televisive, elettrodotti alta tensione ecc.) con la partecipazione di componenti del comitato e da tecnici da questo indicato; adottare un regolamento-piano relativo alla localizzazione delle nuove installazione di stazione radio base che individui aree idonee .
realizzare un programma di monitoraggio continuo e puntuale dell’emissione dei campi elettromagnetici, tramite l’installazione di centraline fisse.
prevedere, nel nuovo regolamento, di concedere una riduzione delle imposte comunale sugli immobili per le abitazioni che, in conseguenza delle installazione di fonti elettromagnetici nelle loro vicinanze, hanno subito un deprezzamento del valore di mercato. (v. sentenza di un Pretore delle Pretura di Bologna del 14/04/1999- del. C.C. Comunale di Rimini anno 2003).
In conclusione, i sottoscrittori chiedono che, sulla base di queste richieste ampiamente giustificate dagli autorevoli studi di cui abbiamo parlato, siano intrapresi atti concreti che affrontino di petto questo problema
