Un quadro articolato e in evoluzione quello che emerge dalla Relazione annuale al Parlamento del Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze, che nel 2025 ha analizzato i dati del progetto “Acque reflue 2023” su 38 città italiane.

Il sistema di monitoraggio, basato sull’analisi dei residui metabolici presenti nelle acque reflue urbane, consente di stimare il consumo complessivo di sostanze stupefacenti nella popolazione servita dagli impianti di depurazione.

Secondo il report, il consumo di eroina risulta in diminuzione su tutto il territorio nazionale e si mantiene su livelli inferiori rispetto agli anni precedenti, con valori sempre sotto la soglia di 1 dose al giorno ogni 1.000 abitanti. Nel dettaglio, le città con i valori più elevati restano alcune realtà del Centro Italia, tra cui Terni e Firenze, mentre il dato nazionale conferma un trend di riduzione rispetto al picco registrato nel periodo 2020-2022.

Nel documento si evidenzia inoltre un forte calo del consumo di metadone, passato da 1,84 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2024 a 1,31 nel 2025.

Diverso il quadro delle altre sostanze. La cannabis si conferma la droga maggiormente rilevata, con consumi molto variabili tra le città monitorate: si passa da valori minimi di circa 10 dosi a realtà urbane come Bologna e Torino con picchi fino a 97-98 dosi. In questo contesto, Vibo Valentia rientra tra le città con i livelli più bassi rilevati, con circa 10 dosi, pur inserita nel monitoraggio nazionale.

Per quanto riguarda la cocaina, i dati mostrano anch’essi una forte variabilità: si va da valori minimi registrati anche in città come Vibo Valentia, Trapani e Salerno (2-3 dosi) fino ai picchi di Venezia con 27 dosi. Il confronto con l’anno precedente evidenzia incrementi in alcune grandi aree urbane, tra cui Roma, Genova e Venezia, mentre si registrano diminuzioni in diverse altre città del Centro-Sud.

Nel complesso, la Relazione segnala un consumo più stabile o in calo per molte sostanze, ma con differenze territoriali significative che continuano a delineare un’Italia a più velocità anche sul fronte delle dipendenze.