Bando “Sport e Periferie”, Luciano: "Il Comune di Vibo rimasto colpevolmente al palo"
Cinque Comuni della nostra Provincia, partecipando al bando “Sport e Periferie”, hanno incassato circa 700 mila euro. Trattasi dei Comuni di Mileto, S. Onofrio, San Calogero, Filogaso, Serra S. Bruno. Il Comune di Vibo Valentia, non ha incassato nulla in quanto non ha partecipato al bando in discussione e non può dunque beneficiare dei soldi che avrebbero permesso interventi fondamentali per il miglioramento del territorio, partendo appunto dalle periferie che soffrono una situazione di totale “abbandono”.
"La mancata partecipazione al bando da parte del Comune - scrive il consigliere di minoranza Stefano Luciano - era stata a suo tempo evidenziata dalla consigliera Lorenza Scrugli, sempre attenta ad esercitare la fondamentale funzione di controllo, grazie alla quale emergeva peraltro che l’assessore Falduto non aveva alcuna responsabilità sulla mancata partecipazione al bando in quanto all’epoca la delega specifica era detenuta dal sindaco. Dunque, la responsabilità di quanto accaduto, va ascritta completamente al primo cittadino".
Per l'esponente di "Azione", "occorre altresì rilevare che un altro grande finanziamento è andato perduto per la mancata partecipazione al bando per i fondi Pin.qua, grazie ai quali ad esempio, il Comune di Lamezia ha ottenuto 100 milioni di euro. Lascio immaginare quante cose concrete si sarebbero potute realizzare qualora il Comune di Vibo avesse ottenuto una cifra pari a 100 milioni di euro utili a riqualificare la città".
Queste grandi occasioni perse, sono "l’ennesima dimostrazione che il sindaco Maria Limardo è poco attenta alle cose concrete che sono invece fondamentali per i cittadini. Basti pensare che neppure le problematiche più semplici vengono risolte, come ad esempio la questione della piantumazione degli alberi in Viale Affaccio (di fronte alla latteria del sole). Ricordo infatti che allorquando furono rimossi gli alberi già esistenti sulla via citata che il Sindaco aveva promesso di riposizionarne degli altri con caratteristiche diverse per evitare il ripetersi dei danni causati dalle radici aggiungendo che avrebbe provveduto sollecitamente ad aggiustare il marciapiede. Entrambe le cose, come tutti possono constatare, ad oggi, non hanno trovato seguito"
