'Ndrangheta nel Vibonese, processo ai clan: 100 assoluzioni (NOMI)
Respinte molte delle richieste della Dda di Catanzaro. Tra gli assolti anche ex dirigente dell'Asp

Un verdetto destinato a incidere sugli equilibri del più imponente procedimento antimafia celebrato negli ultimi anni nel Vibonese. Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha definito il giudizio di primo grado del maxiprocesso nato dalla riunione delle inchieste Maestrale, Olimpo e Imperium, pronunciandosi nei confronti di 183 imputati. A fronte delle 168 condanne richieste dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, il collegio ha emesso quasi cento assoluzioni, totali o parziali, ridimensionando in parte l'impianto accusatorio.
Tra le assoluzioni di maggiore rilievo figurano quelle dell'ex dirigente dell'Asp di Vibo Valentia Cesare Pasqua, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, dell'ex assessore regionale ed ex sindaco di Pizzo Francescantonio Stillitani e del fratello Emanuele, oltre agli avvocati Daniela Garisto, Azzurra Pelaggi e Francesco Stilo, assolto con la formula "perché il fatto non sussiste". Assolti anche l'ex dirigente regionale Rodolfo Bova, Tomasina Certo e l'imprenditore Raffaele Corigliano.
Il Tribunale ha invece inflitto pesanti condanne a diversi esponenti delle cosche vibonesi. Tra queste, 22 anni ad Armando Bonavota, 21 anni ad Armando Galati e Pasquale Pititto, 17 anni ad Alessandro La Rosa, 16 anni e 6 mesi all'imprenditore Luigi Barillari, 13 anni e 9 mesi a Francesco Barbieri, 13 anni e 4 mesi a Luigi Mancuso e 12 anni e 7 mesi a Giuseppe Accorinti. Per Saveria Angiò, impiegata della Prefettura di Vibo Valentia, il Tribunale ha dichiarato la prescrizione dei reati contestati.
