Non abusò e non maltrattò la figlia dell'ex compagna, assolto l'ex carabiniere catanzarese Placanica
Disposta la restituzione degli atti al pm relativamente alle dichiarazioni poco attendibili rese da tre testimoni, compresa quella della mamma della piccola che denunciò il fatto
di GABRIELLA PASSARIELLO
Assolto, con formula ampia, perché il fatto non sussiste. Mario Placanica l’ex carabiniere catanzarese, non ha abusato e maltrattato la figlioletta dell’ex convivente. In aula un colpo di scena da parte della pubblica accusa. Contro ogni previsione il pm Debora Rizza ha chiesto l’assoluzione dell’ex carabiniere. Il Tribunale collegiale di Catanzaro, presieduto da Alessandro Bravin, ha accolto le richieste difensive dei legali Antonio Ludovico e Salvatore Sacco Faragò, che hanno fin dall’inizio creduto nell’innocenza del loro assistito, disponendo inoltre la restituzione degli atti al pm, come richiesto dalla pubblica accusa, relativamente alle dichiarazioni rese da tre testimoni, considerati poco attendibili, tra questi anche la mamma della piccola . “ Finisce un incubo durato dieci anni. Nessuno potrà restituire questi dieci anni a Placanica. La sentenza di oggi- hanno commentato subito dopo la lettura del dispositivo i legali difensori- ha ristabilito una verità processuale in cui noi abbiamo sempre creduto e che risarcisce solo parzialmente il signor Placanica di tutte le sofferenze inferte in questi anni”. Si chiude, quindi, un calvario giudiziario che portò Placanica a giudizio il 3 luglio del 2012. Una decisione a cui il gup giunse dopo aver preso atto della consulenza medico legale che aveva accertato la capacità di intendere e di volere dell’uomo al momento dei fatti e la sua capacità di stare in giudizio. I medici legali Giulio Di Mizio e Michele Di Nunzio relazionarono davanti al giudice per le udienze preliminari sugli esiti della perizia, non lasciando adito a dubbi sul fatto che il procedimento a carico dell’ex militare catanzarese, “accusato in un altro processo che si è concluso con il suo proscioglimento per la morte di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova”, poteva continuare il processo. E quella non fu l’unica perizia richiesta per dimostrare la capacità o meno di Placanica di stare in giudizio. Ne vennero richieste altre anche in fase dibattimentale.
Le indagini. L’accusa è di aver abusato e maltrattato la figlioletta della ex compagna, che si è costituita parte civile attraverso il legale Antonello Talerico. All’epoca dei fatti la bimba aveva solo 11 anni e davanti al gip del Tribunale di Catanzaro Gabriella Reillo la ragazzina era stata sentita in una struttura protetta, “per garantire il miglior ricordo dei fatti, e verso i quali la stessa ha manifestato un atteggiamento di rifiuto e di tendenza alla rimozione, come desumibile dall’atteggiamento di non collaborazione rilevato da una psicologa, e in generale dal sentimento di vergogna, con conseguente reticenza”. Il giudice per le indagini preliminari aveva raccolto le dichiarazioni della piccola, che iniziò a raccontare i presunti abusi subiti dall’ex carabiniere. Presunte violenze che si sarebbero reiterate nel tempo e sarebbero durate circa un anno, fino al mese di agosto del 2007. La denuncia alla polizia, invece, sarebbe arrivata qualche mese dopo, a maggio del 2008. A presentarla la madre della bambina che trovò il coraggio di rompere il muro del silenzio, aiutata nel difficile percorso da una psicologa, davanti alla quale, faticosamente, avrebbe iniziato a raccontare quanto le sarebbe accaduto. A quanto pare, poi, la polizia di Catanzaro avrebbe ascoltato, immediatamente dopo la denuncia, altre quattro persone. La ragazza invece sarebbe stata sentita la prima volta dagli inquirenti ad aprile 2009, con l’ausilio di uno psicologo. La denuncia della mamma fece scattare le indagini sfociate nella richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal sostituto procuratore Simona Rossi, accolta poi dal gup. Accuse crollate oggi di fronte al verdetto di assoluzione pronunciata dai giudici del collegio.
