Truffava i risparmiatori, a giudizio direttore delle Poste del Catanzarese
Cade l'accusa di peculato, resta quella di truffa. La Procura di Lamezia Terme ha disposto il giudizio immediato per Riccardo Cristiano, il 41enne direttore delle Poste di Decollatura, destinatario nello scorso mese di maggio di una misura cautelare agli arresti domiciliari. Secondo l'accusa avrebbe indotto in errore due donne, titolari di due conti aperti all'Ufficio postale, conseguendo in un caso un ingiusto profitto di 48mila euro, nell'altro un vantaggio non dovuto di circa 83mila euro. Accuse dalle quali dovrà ora difendersi, assistito dall'avvocato Antonello Talerico, il prossimo 18 dicembre dinnanzi al Tribunale monocratico di Lamezia Terme.
L'accusa. L’attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle di Lamezia Terme e dal Commissariato di Pubblica Sicurezza sotto le direttive del procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Salvatore Curcio, avrebbe consentito di accertare l’esistenza di un complesso sistema fraudolento che di fatto ha permesso al direttore dell’ufficio postale di Decollatura di appropriarsi fraudolentemente del denaro più clienti dell’Ufficio Postale stesso per un totale di 132.200,00 euro. Secondo l’accusa, Cristiano avrebbe agito con l’aggravante di approfittarsi della buona fede dei suoi clienti, "ponendo in essere un assoggettamento psicologico vero e proprio in grado di conquistare nel corso degli ultimi anni la fiducia e la completa disponibilità delle vittime ignare di tutto, al punto tale da poter pienamente disporre di ogni decisione e libertà nell’effettuare varie operazioni economico-finanziarie sui conti correnti e i prodotti di investimento degli stessi clienti". (m.f.)
