Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha rigettato l'appello proposto dal pm della Procura di Vibo Filomena Aliberti per la posizione di Sonia Perfidio, 35 anni di Nicotera, difesa dall'avvocato Francesco Sabatino e indagata in concorso nell'omicidio di Stefano Piperno, il 34enne di Nicotera trovato carbonizzato nella sua auto lo scorso giugno. Per la Perfidio, indagata per concorso in distruzione e soppressione di cadavere, il pm aveva chiesto l'arresto negato dal gip e adesso anche dal Tribunale del Riesame.

Nel provvedimento i giudici fanno riferimento al materiale intercettino ma soprattutto ai frame attraverso i quali non è stato possibile identificare gli occupanti al momento del fatto, circostanza che potrebbe incidere anche sul processo che inizierà il 28 maggio a carico di Ezio Perfidio e Francesco Perfidio, padre e figlio di 59 e 35 anni, entrambi di Preitoni di Nicotera. Quest'ultimo non è chiamato a rispondere dell'omicidio ma di distruzione di cadavere. Secondo l'accusa a spare a colpi di fucile contro Stefano Piperno sarebbe stato Ezio Perfidio.

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