Ha parlato per oltre due ore e ha respinto tutte le accuse davanti al Tribunale dei Riesame di Catanzaro l'avvocato Francesco Stilo, uno dei principali indagati nella maxi inchiesta "Rinascita Scott". Il penalista vibonese ha ribadito la sua estraneità ai fatti contestati: dalla partecipazione mafiosa, alla truffa assicurativa e al reato di rivelazione del segreto istruttorio. Ai giudici ha quindi fornito dichiarazioni spontanee sottolineando di aver agito sempre nella massima correttezza e lungo il perimetro della deontologia professionale.

Nell’ordinanza firmata dal gip Barbara Saccà emergono stretti rapporti tra l’avvocato Francesco Stilo e la consorteria del presunto boss di Zungri Peppone Accorinti. Il legale si sarebbe mostrato disponibile anche a compiere azioni illecite per consentire ad Accorinti di continuare a curare i propri affari. L’avvocato avrebbe fornito informazioni su dichiarazioni di collaboratori coperte da segreto istruttorio, comunicando ad affiliati dell’organizzazione notizie investigative ottenute nell’ambito della sua attività professionale di legale o da altri appartenenti all’ambiente criminale locale, intessendo relazioni con impiegati ministeriali per ottenere informazioni. Accuse rispedite al mittente da Francesco Stilo e dall'avvocato Piero Chiodo che ha parlato per altre due ore evidenziando, in particolare, le contraddizioni che sarebbero emerse nei racconti dei due collaboratori di giustizia che accusano Stilo: Andrea Mantella e Bartolomeo Arena. Al termine dell'udienza che si è tenuta a palazzo Ferlaino, l'avvocato Chiodo ha chiesto l'annullamento della misura cautelare in carcere per il suo assistito.

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