'Ndrangheta, attacchi del boss al pm Manzini: il ministro della Giustizia avvia indagine
Il guardasigilli Orlando ha chiesto ai suoi ispettori di acquisire atti e registrazioni dell'udienza del processo Black Money con le dichiarazioni shock di Panteleone Mancuso. Sul caso, contattato da Zoom24, interviene pure l'avvocato Francesco Stilo
Il caso degli attacchi del boss Pantaleone Mancuso, detto Scarpuni, al pm Marisa Manzini, di cui Zoom24 ha dato per primo notizia con una lunga diretta dal Tribunale di Vibo Valentia (LEGGI QUI), ha oltrepassato i confini regionali ed è finito a Roma, negli uffici del Ministero della Giustizia.
L'indagine del Ministero. Il guardasigilli Andrea Orlando ha infatti disposto l'avvio di un'indagine al fine di verificare tutti i contorni di una vicenda che ha generato un vespaio di polemiche. Ai suoi ispettori, il ministro ha chiesto di acquisire tutti gli atti e le registrazioni relativamente alle due ultime udienze. Nell'ultima, in particolare, il boss Pantaleone Mancuso, collegato in videoconferenza dal carcere de L'Aquila dove è ristretto, terminato l'esame ed il contro-esame del collaboratore di giustizia, Andrea Mantella, ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee (per come prevede il codice per ogni imputato) nel corso del processo scaturito dall'operazione Black Money contro il clan Mancuso. Nel prendere la parola, Pantaleone Mancuso ha attaccato duramente il collaboratore di giustizia Andrea Mantella, poi il pm Manzini, quindi gli investigatori e infine alcuni testi ascoltati nelle precedenti udienze.
'Ndrangheta, Pantaleone Mancuso (Scarpuni) che si scaglia contro tutti (LEGGI QUI)
Indaga la Dda. L'episodio è già all'attenzione della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e, in particolare, del procuratore capo Nicola Gratteri il quale potrebbe informare dell'accaduto la Dda di Salerno, competente ad indagare su eventuali reati che vedono parte offesa un magistrato del distretto di Corte d'Appello di Catanzaro, in questo caso il pm Marisa Manzini, già in passato oggetto di “attenzioni” da parte dei clan vibonesi.
'Ndrangheta, attacchi del boss al pm Manzini. Il caso in Commissione antimafia (LEGGI QUI)

"Vicenda" Stilo. L'ultima udienza di Black Money ha creato una “spaccatura” anche all'interno del collegio di difesa. A tal proposito l'avvocato Francesco Stilo, difensore insieme all'avvocato Sergio Rotundo del boss Antonio Mancuso, contattato da Zoom24 non ha voluto rilasciare alcun tipo di commento in ordine alla richiesta effettuata dal presidente della Camera penale di Vibo Valentia, Mario Bagnato, a cui si sono associati gli altri avvocati del processo, con la quale si chiede la trasmissione del verbale di udienza al Foro di appartenenza del legale per eventuali provvedimenti disciplinari. "Mi affido - ha dichiarato l'avvocato Stilo - alla serietà ed alla professionalità del Tribunale di Vibo". Al contempo, Stilo ha stigmatizzato “la superficialità” con la quale alcuni organi di informazione si sono occupati della vicenda vibonese, addirittura indicando erroneamente lo stesso avvocato come legale del collaboratore di giustizia Andrea Mantella.

“E' evidente – precisa Stilo contattato da Zoom24 – che chi ha scritto queste inesattezze, non da poco, era assente dall'aula del Tribunale di Vibo Valentia dove si è svolta l'udienza, non preoccupandosi neppure minimamente di verificare i nomi degli avvocati difensori del collaboratore di giustizia Andrea Mantella e mettendo tutto, senza alcuna distinzione, in un incomprensibile calderone. L'informazione è un cosa seria, a maggior ragione quando si trattano argomenti così delicati che presuppongono una certa conoscenza”. L'avvocato Stilo si riserva, ove vi fossero i presupposti, di adire alla vie legali nelle sedi opportune anche per la divulgazione a mezzo stampa di notizie palesemente non veritiere sottolineando, infine, che "Il suo unico scopo è quello di difendere il proprio assistito secondo lealtà e correttezza".
